Pompei. «Non vuole essere un'iniziativa politica e di critica verso l'operato della soprintendenza, ma solo una comunione di intenti che mette a disposizione le risorse umane di cui dispone il territorio». Il coro dei nove sindaci che si sono riuniti a Pompei, presso palazzo De Fusco, per stilare un piano comune a favore dell'area archeologica di Pompei e per evitare che questa sia cancellata dai siti Unesco, è stato unanime. È stato il primo cittadino di Pompei, Claudio D'Alessio, a lanciare la proposta «di mettere i tecnici e gli operai del comune al servizio dell'arte». Ha così invitato, in accordo con il presidente dell'Anci Campania Nino Daniele, i colleghi dei comuni vesuviani e della costiera. La risposta è stata immediata: ieri gli amministratori di Ercolano, Portici, San Giorgio a Cremano, Torre del Greco, Torre Annunziata, Castellammare di Stabia, Sorrento e Boscotrecase si sono ritrovati nella sala di rappresentanza del comune mariano. Piena adesione al «tempestivo piano che va nella direzione di prevenire futuri crolli delle domus degli scavi». A marzo, quando saranno stanziati fondi europei - è emerso dal tavolo di lavoro - i sindaci chiederanno di veicolarli per questo tipo di interventi». «Il problema dell'area archeologica di Pompei - spiega D'Alessio - è garantire la continuità della manutenzione ordinaria. Come amministratore della città nuova - dice il sindaco - mi sono sentito in dovere di contribuire alla tutela del sito archeologico mettendo a disposizione i mezzi in mio potere. L'iniziativa, che supera le critiche e gli schieramenti politici - tiene a precisare D'Alessio - punta principalmente a salvaguardare gli scavi, ponendo rimedio alla manutenzione ordinaria per scongiurare quella straordinaria, dovuta a una qualche emergenza. Naturalmente il nostro personale lavorerà sotto la regia della soprintendenza». «Per la prima volta i Comuni non chiedono soldi - ha detto Nino Daniele, presidente Anci Campania - ma mettono a disposizione le risorse umane già disponibili, senza gravare sulle spese della soprintendenza e principalmente del ministero. La cosa più semplice da fare è accogliere la nostra offerta, allontanando, così, la logica dei commissariamenti. La nostra speranza è che la proposta che nasce sull'onda di questo momento critico possa essere formalizzata con un accordo di programma». Al summit pompeiano hanno preso parte due dirigenti dell'assessorato Turismo e alla Cultura della Regione delegati dal vicegovernatore Giuseppe De Mita. «La Regione accoglie positivamente questa proposta e darà il supporto tecnico necessario per portare avanti l'iniziativa. Naturalmente - hanno precisato i dirigente regionali - senza prevaricare le competenze dell'ente». Il tavolo è stato allargato anche alle professionalità universitarie che vogliono collaborare con i comuni. s.m.
CAMPANIA - Un piano comune a favore dell'area archeologica di Pompei
I nove sindaci di comuni vesuviani e costieri si sono riuniti a Pompei per stilare un piano comune per evitare che l'area archeologica di Pompei sia cancellata dai siti Unesco. Il piano prevede di mettere a disposizione le risorse umane del comune per la manutenzione ordinaria degli scavi. Il sindaco di Pompei, Claudio D'Alessio, ha lanciato la proposta e ha invitato i colleghi dei comuni ad aderire. La risposta è stata immediata e i sindaci hanno concordato di veicolarlo per la richiesta di fondi europei. Il piano mira a garantire la continuità della manutenzione ordinaria e a prevenire futuri crolli delle domus degli scavi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo