Quando George Soros, Warren Buffet o Bill Gates hanno deciso di dedicarsi alla filantropia creando le loro fondazioni a nessuno è venuto in mente di dire che dietro a questa esagerata generosità ci fosse qualche altro scopo. Nessuno ha pensato che questi signori volessero prepararsi a scendere in campo come politici o che elargissero al prossimo somme di denaro spropositate per fare pubblicità alle loro aziende e ai loro interessi economici privati. In Italia dove la filantropia individuale è assente o almeno segreta, appena qualcuno dà un segnale di condividere la propria ricchezza con la collettività, ecco che si scatena un uragano di illazioni. Se Diego Della Valle riuscirà a far sì che lo Stato accetti (non è assolutamente detto che ci riesca) i suoi milioni, venticinque, per il restauro del Colosseo senza chiedere nulla in cambio, sicuramente lo fa per qualche recondito motivo. Impossibile che dietro a tale folle, insensata generosità non si nasconda qualche strategia politica o di bieco marketing. Invece signori e signore brutte notizie. Il signor Della Valle sta semplicemente mostrando una qualità del tutto assente nel nostro paese. Una qualità molto comune negli Stati Uniti che io defmisco "Egoismo Civico". Una definizione che non vuole essere assolutamente negativa ma semplicemente pragmatica. Della Valle un interesse ce l'ha certo. Quale? Il miglioramento del contesto in cui si trova a vivere e a operare. Un contesto che non è solo degli altri ma anche suo. Ecco dove è l'egoismo. Mr. Tod's è egoista, non vuole che il suo paese vada a puttane, non nel senso di attività dopolavoristica governativa, ma nel senso di ambiente sociale, civile e culturale. Diego Della Valle non regala i suoi milioni allo Stato perché vuole bene ai turisti. Li regala perché vuole bene a se stesso come cittadino, non come imprenditore. Come gli americani sanno da tempo un contesto culturale e sociale sano produce più ricchezza, consuma più beni e tutti alla fine stanno meglio. Se tutti stanno meglio vuol dire che starò meglio anch'io. Così ragiona Della Valle. Ora questo modo di pensare e di agire è talmente anomalo dalle nostre parti che nessuno può credere o vuole credere ai propri occhi e alle proprie orecchie. Non ci vogliamo credere perché la nuova stagione di filantropia che viene inaugurata da un gesto così grandioso come il finanziamento del restauro di uno dei più famosi monumenti del mondo ci provoca grossi problemi. Ma più che altro crea problemi all'imprenditoria italiana che non può più nascondersi troppo dietro a un dito. Della Valle alza l'asticella della responsabilità civile così in alto e così di colpo da spiazzare tutti gli altri suoi colleghi. Adesso non sarà più possibile chiedere in cambio la facciata di Palazzo Ducale per la pubblicità degli occhiali da sole in cambio di poche centinaia di migliaia di euro. No, adesso se un azienda o un privato vogliono fare belle figura e mostrare che sono capaci anche loro di egoismo civico devono mettere mano al portafogli in modo molto più generoso, senza volere indietro niente di più se non una società e un paese migliore. L'imprenditore marchigiano fa politica sicuramente, ma la fa nel modo più classico e alto del termine. Aiuta la comunità dei cittadini di cui anche lui fa parte a vivere meglio, Esattamente il contrario di come la politica oggi è usata in Italia, uno strumento per rendere la vita dei cittadini un inferno d'incertezze e malcostume. Fare il filantropo alla Della Valle non è così facile però. Il firewall, il muro di protezione, della burocrazia statale e della cattiva politica non renderà facile all'imprenditore mettere in azione la sua generosità. Non lo renderà facile da un parte perla congenita complicata natura legislativa in termini di donazioni del nostro paese, da un'altra perla stesso timore che probabilmente hanno gli altri imprenditori. Il timore che adesso tutti dovranno fare a gara a chi è più civicamente responsabile. Difendersi da un avversario politico è molto facile, ma difendersi da un filantropo è molto molto difficile anzi impossibile. L'unico modo, ad esempio, per far sfigurare Della Valle da parte di Berlusconi è di mettere sul piatto trenta milioni, di tasca sua s'intende, che so... per il restauro di Pompei. Se la sfida politica si spostasse dal fango della sfiducia, dei tradimenti, del terzo polo e tutto il resto al terreno del mecenatismio o egoismo civico, l'Italia forse potrebbe finalmente sperare di tornare a respirare l'aria della civiltà.