Parla Miraglia: «Contatti avviati con la Mbda» Per la Sun il museo costa più del Louvre. La replica: quei dati non sono scientifici NAPOLI Il Madre apre ai privati, ha annunciato la Regione. Non un invito generico, ma una proposta concreta, con un nome già pronto. Lo rivela l'assessora Miraglia: si tratta di Mbda, joint venture (impresa in partecipazione) costituita da Bae systems (37,5), Eads (37,5) e Finmeccanica (25). Un'impresa che produce missili, che ha uno stabilimento in Campania e che sarebbe interessata a finanziare la Fondazione Donnaregina. Lo stesso gruppo ha già sostenuto eventi culturali a Napoli, come il concerto di piazza Plebiscito del 2008 con Zubin Metha sul podio per la Nona di Beethoven. A breve, dalla Fondazione napoletana dovrà necessariamente arrivare una risposta. Dopo le modifiche allo Statuto, sarà convocato un consiglio di amministrazione che fornirà repliche e relative motivazioni. In pratica, continua lo scontro tra il museo bassoliniano e la nuova Giunta che lo ha bollato come «istituzione di regime». Che non ci sia una volontà di chiuderlo appare ormai chiaro, ma di sicuro il Madre dovrà ridimensionare le spese e probabilmente cambiare i vertici. Dei costi del Museo di via Settembrini si è occupata anche la Seconda Università di Napoli, con uno studio della cattedra di economia e gestione degli enti culturali (diffuso dalla Regione) che ha messo in comparazione analoghe istituzioni. I risultati? Il costo per visitatore del Madre è di 148 euro per visitatore, mentre musei prestigiosi e storici come il British o il Louvre si attestano su circa 30 euro, o anche molto meno. La conclusione è che c'è «una seria criticità nell'efficienza della spesa del Museo Madre, se comparata agli standard internazionali». Non si è fatta attendere la risposta di via Settembrini. In un comunicato si legge: «I calcoli riguardanti il costo dei singoli visitatori del museo Madre rispetto a quelli del Louvre di Parigi e del British Museum di Londra non hanno alcun senso scientifico». E ancora, si richiede «la diffusione pubblica e integrale» dello studio, perché «se uno studio davvero esiste, è assolutamente urgente che i cittadini campani siano messi nelle condizioni di leggere i numeri e le analisi sui costi del Madre nel contesto effettivo in cui sarebbero stati ricavati e studiati. Intanto, dai dati del 2010 si può calcolare il vero costo unitario per visitatore che è di 63 euro e non di 148 euro come è stato scritto». Per il Madre, insomma, il paragone con Louvre non regge: «Si tratta di dati e di storie incommensurabili. Qualche studioso serio dovrebbe lavorare invece sul rapporto tra musei simili come il Madre, il Castello di Rivoli, il Mart. Magari si scopre che il museo napoletano ha comportamenti altrettanto se non più virtuosi». La querelle è destinata a continuare.
Napoli. Privati nel Madre, in lizza c'è un'azienda missilistica
La Regione ha annunciato che il Museo di via Settembrini (Madre) apre ai privati, con un nome già pronto: Mbda. La joint venture è costituita da Bae systems, Eads e Finmeccanica. Il gruppo ha già sostenuto eventi culturali a Napoli. La Fondazione napoletana dovrà rispondere alla proposta. Il Madre è stato bollato come istituzione di regime dalla nuova Giunta, che lo ha chiesto di ridimensionare le spese e cambiare i vertici. Un studio della Seconda Università di Napoli ha messo in comparazione analoghe istituzioni, mostrando che il costo per visitatore del Madre è di 148 euro, mentre musei prestigiosi come il British o il Louvre si attestano su circa 30 euro.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo