Cento metri di coda in piazza Duomo, una fila di ombrelli e cappotti, sotto una pioggia noiosa: è un quarto stato di «gente normale, che ha voglia di sapere», dice l'assessore Finazzer Flory. È il giorno del Museo del Novecento: «Milano risponde sempre bene quando ci sono eventi di qualità», sorride Letizia Moratti. La performance è fuori. Cento metri di coda in piazza Duomo, una fila stoica di ombrelli e cappotti, sotto una pioggia noiosa: è un quarto stato di «gente normale, che ha voglia di sapere», dirà l'assessore Finazzer Flory.Il capolavoro, nel giorno del Museo del Novecento, sono i suoi primi 10 mila visitatori. «Milano risponde sempre bene quando ci sono eventi di qualità», sorride Letizia Moratti. Tre anni di cantieri, 400 opere in 8.200 metri quadri, da De Chirico a Fontana, un secolo di tesori riemersi dai depositi: da ieri l'Arengario rigenerato è patrimonio pubblico. L'ingresso è gratuito fino al 28 febbraio. Nove ore di cerimonia inaugurale, dalle 16 all'1 di notte. Prove tecniche di Expo. Letizia Moratti apre le porte del palazzo gioiello, stringe mani, saluta gli ospiti: «E' un Museo che ci possono invidiare in tutto il mondo». In piazza si ascoltano Stravinskij e Verdi, Gaber e Jannacci; il neon di Fontana suggerisce la strada; si entra a gruppi, pazienza; nelle sale, musica da camera. All'uscita, ecco Lucia Paleari, 47 anni, insegnante: «Una meraviglia». Carlo Ondini, 67 anni, pensionato: «Sembra di stare a Parigi, a New York». Paolo Castellini, 22 anni, studente d'architettura: «Il percorso è un po' contorto. Questa folla non aiuta». Italo Rota, il progettista del restauro, annuisce: «La gente si perde come in un bosco, significa che entra in contatto con le opere. Bene». Volti noti: Martina Mondadori, Martina Colombari con Billy Costacurta, Ornella Vanoni, Ferruccio Soleri, Antonio Scurati, Elio Fiorucci, lo chef Gualtiero Marchesi («E' un luogo invitante, ce ne vorrebbero tanti») e Dario Fo («Qui ritrovo i miei maestri»). Il critico d'arte Gillo Dorfies elogia la casa del Futurismo («Colma una lacuna vergognosa»), ma tra i Boccioni, i Balla e i Carrà lamenta l'assenza di Savinio. «Questa non è un'antologia, il Museo racconta una storia ed esalta la bellezza delle collezioni», spiega la direttrice Marina Pugliese: «Savino è il simbolo della Casa Boschi-Di Stefano, sarebbe stato un errore prelevarlo». A breve, il Museo darà spazio anche al cinema d'autore: una pellicola dei fratelli Lumière girata ai Bagni Diana segnerà l'avvio della collaborazione con la Cineteca Italiana. Il polo del Novecento, secondo la Camera di Commercio, può muovere un giro d'affari di 8,2 milioni di euro l'anno. Plaude il Pd: «È un luogo prezioso, che chiunque vincerà le elezioni dovrà valorizzare». L'assessore alla Cultura, Finazzer Flory, rilancia con l'Arengario 2, il palazzo gemello aldilà di via Marconi: «E' lo spazio naturale per ospitare l'arte degli anni 70 e 80». In Comune si lavora all'ampliamento, verifiche tecniche e analisi dei costi: «Diamo continuità al progetto culturale». Rota ha già predisposto i collegamenti tra gli edifici.
Milano. Museo '900: i milanesi in coda
Il Museo del Novecento di Milano è stato inaugurato con un grande successo, con 10.000 visitatori nel primo giorno. La mostra è stata organizzata con 400 opere in 8.200 metri quadri, tra cui opere di De Chirico, Fontana e altri artisti del Novecento. L'ingresso è gratuito fino al 28 febbraio. La cerimonia inaugurale è stata seguita da prove tecniche di Expo. Il museo è stato descritto come un "luogo invitante" e un "patrimonio pubblico". L'assessore alla Cultura, Finazzer Flory, ha annunciato il progetto "Arengario 2", che prevede l'ampliamento del palazzo gemello dell'Arengario.
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