Lettera del sindaco al ministro La necropoli punica di Sant'Antioco rischia di crollare. Il sindaco di Sant'Antioco Mario Corongiu ha rinnovato l'allarme inviando al ministro ai beni culturali Sandro Bondi una lettera di denuncia. «La negligenza e il disinteresse del Governo verso il patrimonio culturale italiano non colpisce solo Pompei - ha scritto il sindaco - l'antica necropoli di Sulky oltre al danno ha subìto anche la beffa». Una considerazione che si basa su fatti ben precisi: «Ci sarebbero da realizzare importanti opere di consolidamento - continua Corongiu - per le quali il Governo non solo non ha mai stanziato un euro ma addirittura ha rastrellato i fondi raccolti dai cittadini attraverso la manifestazione "Maratonarte" che ha destinato al altro». In quella circostanza erano stati raccolti 420 mila euro che dovevano essere destinati a quelle del recupero di sette beni culturali e archeologici in tutta Italia tra cui anche la necropoli di Sant'Antioco. «Dovrei denunciare il Ministero dei Beni culturali - continua il sindaco Corongiu nella lettera inviata al Ministro - Il Governo lascia che Pompei crolli, figurati cosa gliene importa della nostra necropoli. La cosa più triste resta comunque quella di aver scippato i soldi di "Maratonarte" per destinarli al G8. In questo modo sono state tradite le aspettative di migliaia di visitatori dei siti archeologici che hanno contribuito all'iniziativa». Aspettative che avevano portato a mettere mano al portafoglio e donare dei soldi, tanti soldi, che a Sant'Antioco non sono mai arrivati. Fin qui lo sfogo del sindaco ma in città non è il solo a ritenere che lo scippo dei fondi raccolti con "Maratonarte" sia stato un vero e proprio colpo al cuore per la necropoli e per il patrimonio culturale della Sardegna. «Le rocce fotosensibili si stanno sgretolando - spiega il curatore del museo archeologico Piero Bartoloni - provocando un danno a un bene unico nel Mediterraneo.