Il direttore: interventi di recupero anche per mura e targhe Silvia Volpi, responsabile del restauro: ci aspettiamo nuovi ritrovamenti nell'ospedale spagnolo "Sono decorazioni, lacerti di pitture, porzioni cromatiche. Tracce antiche, preziose, affiorate durante l'intervento di restauro conservativo sulla Cortina di Santo Spirito e la facciata Sud del Castello Sforzesco: «Risalgono alla seconda metà del Cinquecento», spiega il direttore del complesso museale, Claudio Salsi. Gli specialisti, coordinati dall'architetto Silvia Volpi, responsabile del progetto complessivo di recupero, hanno svelato questi frammenti di affresco nella parte alta degli edifici, sul frontone a lunette e aldilà della gronda, nascosti dalla veletta della facciata: «Ma ci aspettiamo ritrovamenti ancora più importanti e significativi nella parte interna del Castello annuncia l'architetto Volpi . Il recupero dell'ospedale spagnolo riserverà molte sorprese». I turisti della domenica fotografano tutto, persino i ponteggi. Un cartello messo dal Comune nella Corte ducale ricorda che il primo lotto d'intervento al Castello è un appalto da 1,1 milioni di euro. I ponteggi oscurano dall'aprile scorso le facciate Sud e Ovest, tengono libera solo la Torre del Filarete, l'ingresso principale alla fortezza dell'arte: i cantieri saranno chiusi nel febbraio del 2011. «Stiamo lavorando "sul" restauro di Luca Beltrami, consolidando le superfici più fragili», precisa il direttore Salsi. E' un lavoro delicato, coordinato con la Soprintendenza e «rispettoso del bene architettonico», aggiunge Volpi. Un «bene», lo Sforzesco, rivoluzionato e ricostruito da Beltrami a partire dal 1893, quando il Municipio gli affidò il progetto di «graduale recupero» del complesso fortificato. Un ritocco, adesso, è indispensabile. La targa posta accanto alla Torre del Filarete («Questa dimora ducale da Francesco Sforza riedificata...») stinge, perde colore, impiastra i muri di rosso. Una seconda targa di marmo, accanto all'ingresso ad arco della Rocchetta, è invece spezzata a metà: illeggibile. «Ripareremo anche questi danni», assicura il direttore Salsi. Del resto, il Castello resterà un cantiere fino al 2015. La rigenerazione, affidata dopo un concorso internazionale agli architetti David Chipperfield e Michele De Lucchi, prevede nuovi servizi, info point e bookshop, un caffè con déhor, un ristorante panoramico, la trasformazione dell'ex ospedale spagnolo in sala conferenze (lavori al via nell'aprile 2011), la ricostruzione del Rivelino di Santo Spirito e un riallestimento profondo della Raccolta Bertarelli e delle sale museali. Obiettivo: «Un museo dei musei da presentare rinnovato ai visitatori di Expo». E un percorso a tappe. La prima, quella che ha appena consentito la scoperta di nuove tracce pittoriche, sarà chiusa nei prossimi tre mesi. Nel 2011, quando sarà completata almeno un'ala della nuova «Città delle culture extraeuropee» progettata da Chipperfield nella stecca ex Ansaldo di via Tortona, dovrebbero lasciare il Castello sia la Biblioteca d'arte sia le collezioni fotografiche.