Dopo la denuncia della Soprintendente Napoli è una città che rende ciechi. Le sue infinite bellezze artistiche sono spesso così irraggiungibili da diventare invisibili agli stessi napoletani, per non dire dei turisti. La denuncia della soprintendente al Polo Museale, Lorenza Mochi Onori, a un anno dal suo insediamento, è sale sulle ferite. «Al di là delle perenni emergenze, Napoli non sa gestire la normalità» commenta Maurizio Morra Greco, presidente dell'omonima Fondazione. «Sicurezza, viabilità, ambiente sono strettamente intrecciate con il turismo e la cultura», aggiunge. «Non si può pensare di avere dei tesori in un cassetto. Quanti napoletani vanno a visitare musei? E quanti musei fanno qualcosa per i napoletani? Non esiste formazione all'arte e non se ne crea il bisogno. E non si favorisce la fruibilità, perché non c'è attorno un sistema-città che funzioni». I napoletani devono riappropriarsi non solo dell'arte, ma della città intera. Il direttore della Biblioteca Nazionale, Mauro Giancaspro, su questo è netto: «Restituiamo la città ai napoletani e ritroveremo anche l'arte. Faccio un esempio: se si va a teatro di sera tornare a casa è un'impresa con il metrò chiuso, i bus praticamente aboliti, i taxi fantasma. La risposta è restare a casa». Per i forestieri poi è ancora peggio. «Ditemi» incalza Giancaspro «come fa un pullman di turisti che deve salire a San Martino a districarsi nel traffico del Vomero. E giocoforza che nessuno ci va. Così tantissimi capolavori artistici, storici e architettonici restano sconosciuti, proprio ai cittadini che dovrebbero esserne i principali fruitori». E su questo tasto batte anche lo scrittore Maurizio de Giovanni, l'autore della serie dei gialli ambientati nella Napoli degli anni Trenta. «Non è pensabile» dice «che un metrò passi ogni 15 minuti o, al massimo, ogni 7 nelle ore di punta, quando in qualsiasi altra città europea siamo alla media di due minuti». La sua analisi si fa più stringente sull'arte: «Il vero scandalo, in positivo, è la Cappella Sansevero. E' privata, funziona perché è gestita con una sana concezione imprenditoriale con informazioni chiare anche sul web. Lo scandalo, in negativo, è il Cimitero delle Fontanelle che è aperto quando capita e nessuno lo sa. Sono l'alfa e l'omega. Eppure potrebbero far parte di un unico itinerario esoterico». La soluzione? «Sono provocatorio: affidare tutto ad associazioni private, con il mero controllo delle soprintendenze. Si impiegherebbe anche quell'esercito di laureati che sembrano non avere prospettive». la Fondazione Premio Napoli negli anni ha scelto, di volta in volta, un quartiere della città per lavorarci e raccontarlo. «I napoletani riaprono gli occhi su tesori che neanche sospettavano di avere» racconta il presidente Silvio Perrella: «Quest'anno siamo andati a Montesanto. La cerimonia finale è stata nella chiesa dei Pellegrini, nell'omonimo ospedale della Pignasecca. Be', in pochi immaginavano che li ci fosse una chiesa di quella bellezza. Una degente ricoverata da tre mesi è venuta a vederla in pigiama perché, ci ha detto, neanche s'era accorta dell'edificio». A Napoli nulla è in vista, tutto devi andartelo a cercare. Fa parte del gioco e potremmo dire, per consolarci, che è il suo fascino. «Non sono cieche solo le istituzioni, ma pure troppi napoletani» continua Perrella. «Napoli soffre per il peso del racconto non veritiero che se ne fa». Tutti conoscono Napoli prima di averla visitata. «Sono racconti che seducono» spiega. «I turisti vengono anche con la monnezza, perché questo è un luogo potente, magnetico, che attrae come una calamita». Ma come si fa a tenere insieme tutta questa arte e renderla fruibile? «Usandola nel suo insieme. Si parla della funivia per collegare Archeologico e Capodimonte» conclude polemicamente Perrella. «Un'idea inutile e dannosa. Napoli ha già un modo per arrivare rapidamente a Capodimonte: la salita Miradois». Perché nessuno ci pensa? «Perché è alla Sanità, un quartiere che gli stessi napoletani non conoscono e che temono. Poi quando lo visitano ne restano incantati». Riacquistano la vista.