Sono circa 350 i lavoratori interessati dalla vertenza. Ieri erano quasi tutti in piazza Signoria a manifestare, con cori e cartelli. Parte dei turisti che hanno trovato sbarrato lingresso degli Uffizi dopo aver letto i volantini sono andati da loro a chiedere spiegazioni e informazioni. Oggi è il giorno di riposo dei musei, e se si aggiunge alle giornate di sciopero salgono a tre le giornate di chiusura. «Davvero non ci fate entrare»? chiedevano ieri pomeriggio un gruppo di giovani ad unaddetta dellAccademia. «Purtroppo no, fino a mercoledì non se ne parla». Il blocco che ha spiazzato tanti turisti non ha riguardato i musei comunali dove ieri gli addetti alla biglietteria stimavano, a occhi, presenze triplicate. Barbara Orlandi della Cgil spiega i motivi della protesta. «Abbiamo chiesto rassicurazioni sulla clausola sociale che il ministero non ci ha dato. Sta scadendo lappalto per i servizi di bookshop, biglietteria e prenotazioni, che tra laltro verranno smembrati. Nei capitolati per le nuove gare, visto che i lavoratori dei musei statali di Firenze sono inquadrati nel contratto di commercio e non in quello "multiservizi", non cè nessun obbligo per le ditte che dovessero subentrare nellappalto di assumere le stesse persone. Noi vogliamo invece che il posto di lavoro sia salvaguardato a tutti». Inoltre cè un altro problema temuto dal sindacato. «I nuovi arrivati - spiega sempre Orlandi - non avranno lobbligo di rispettare gli organici. Potrebbero cioè ridurre il personale». Si chiedono garanzie ma non un cambiamento del contratto, perché quello del commercio, che non ha la clausola sociale, è più vantaggioso del "multiservizi".