Bassi: «Quel bando di gara non ci tutela, sono a rischio 350 lavoratori» Da Palazzo Vecchio non è volato neanche un piccione per portare solidarietà ai lavoratori del polo museale che rischiano il posto di lavoro. Eppure avevano organizzato una manifestazione proprio sotto al loggiato degli Uffizi per essere visibili. E tenere i musei fiorentini chiusi per il ponte dell'Immacolata in modo da far capire a tutti, ministero compreso, che venderanno cara la pelle. Con la nuova gara d'appalto per i servizi il loro destino è diventato incerto, perché non c'è nessuna clausola che obbliga i nuovi che subentreranno a mantenere il loro posto di lavoro. L'ultima tendenza è quella di cambiare addirittura il contratto nazionale del commercio, ma intanto la gara per l'assegnazione va avanti e aumenta sempre di più l'incertezza. «Lo sciopero si può dire riuscito ha detto Massimiliano Bassi della Rsu erano chiusi gli Uffizi, la Galleria dell'Accademia, Palazzo Pitti e il Bargello. Ci asterremo dal lavoro anche martedì prossimo (domani ndr), perché non possiamo accettare questo continuo rimpallo, queste continue attese». In questo modo, visto che i musei oggi saranno chiusi, i lavoratori hanno boicottato' l'intero ponte dell'Immacolata. Domani è prevista la riapertura, ma ormai sono previste anche le partenze. Lunghe code, invece, al museo di Palazzo Vecchio dove uno degli addetti alla biglietteria parla di presenze "triplicate", e a quello dell'Opera del Duomo. Un volantino fotocopiato, attaccato sul portone degli Uffizi, spiega i motivi dello sciopero: 'Dopo i crolli di Pompei, crollano anche i diritti dei lavoratori'. «Non ci piace certo creare disagi racconta uno dei lavoratori ma è chiaro che vorremmo avere risposte chiare circa il destino del nostro posto di lavoro. E ieri ci saremmo aspettati che qualcuno delle istituzioni, dal Comune in particolare, scendesse a portarci la solidarietà. Invece non si è visto nessuno. Eppure Palazzo Vecchio confina col piazzale degli Uffizi...». Mentre le guide turistiche, informate già da qualche giorno della chiusura, si sono organizzate con percorsi alternativi con i tanti gruppi arrivati da Spagna, Giappone, Stati Uniti e Germania, non sono pochi i turisti 'fai da te' che si sono trovati spiazzati. Lo sciopero dei lavoratori del polo museale segue altre iniziative di protesta contro la indisponibilità del ministero dei beni culturali a inserire nel bando di gara per l'assegnazione dei servizi museali una clausola di salvaguardia per il loro posto di lavoro. Sono 350 in tutto, 250 di loro con contratti a tempo indeterminato. Lavorano alle biglietterie, e a i bookshop dei musei del polo museale fiorentino. Una prima manifestazione era già stata fissata per il 30 ottobre scorso, ma la Soprintendenza era riuscita a bloccarla con la promessa di un tavolo tecnico ministeriale per venire incontro alle loro esigenze. Quel tavolo si è riunito due volte, ma senza risultato. L'altro timore è che il nuovo bando tripartito, tagli fuori gli imprenditori fiorentini. Le indiscrezioni dei sindacati danno per certa la partecipazione ai bandi di colossi dell'editoria, come al Mondadori in associazione con i francesi che gestiscono la libreria del Louvre, ma sarebbero in gara anche la Giunti (attuale titolare della gestione) la casa editrice Schirà e la Mandragola. Per le biglietterie, oltre a Opera, l'attuale società di gestione, sarebbero in lizza anche Lottomatica e Bassilichi. Ora martedì i lavoratori torneranno in piazza con un presidio che andrà avanti per tutta la mattinata. «Ma i portoni dovevano restare aperti» C'è anche chi contesta la decisione di chiudere i portoni dei musei statali presa dall'amministrazione del polo museale: «I portoni dovevano essere aperti - dice Learco Nencetti, della segreteria regionale del sindacato Confsal-Unsa - perché lo sciopero è fatto dai lavoratori di Opera. Sui portoni dovevano esserci i dipendenti, che invece sono all'interno: loro dovevano spiegate ai visitatori i motivi della chiusura che, così, sembra fatta da noi».
Firenze. Musei statali chiusi, turisti spiazzati. Sciopero riuscito e domani il bis
I lavoratori del polo museale fiorentino, 350 in tutto, hanno scioperato per due giorni consecutivi, chiusendo i musei del polo museale, tra cui gli Uffizi, la Galleria dell'Accademia, Palazzo Pitti e il Bargello. Lo sciopero è stato organizzato per protestare contro la chiusura del ministero dei beni culturali a inserire una clausola di salvaguardia per il loro posto di lavoro nel bando di gara per l'assegnazione dei servizi museali. I lavoratori hanno boicottato l'intero ponte dell'Immacolata, ma i musei saranno riaperti domani. I lavoratori hanno anche boicottato la manifestazione organizzata dai turisti, che hanno trovato percorsi alternativi con i gruppi di visitatori.
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