Negli Scavi di Pompei, davanti alle macerie della Casa dei Gladiatori, ai muretti crollati, alle domus inaccessibili, Susanna Camusso dice: «Provo una desolante tristezza, la sensazione di un Paese che dovrebbe vergognarsi di sè». Il leader nazionale della Cgil accolta da decine di lavoratori, nel sito archeologico colpito dal degrado, ha detto basta alla logica dellemergenza e alla stagione dei commissariamenti. Da Camusso, un no fermo «ai piani straordinari di manutenzione del ministro Bondi e anche allipotesi di una Fondazione per la Città degli Scavi, lanciata dal governatore della Campania, Stefano Caldoro». Camusso esorta, invece, a «tornare alla ordinarietà. Servono risorse ingenti per ripartire, in modo da rimettere Pompei nelle migliori condizioni, per oggi e per il futuro». Per un bene che è patrimonio dellumanità, «un luogo che non ha bisogno di farsi pubblicità, perchè il mondo lo studia e lo conosce», Camusso chiede «trasparenza, professionalità, legalità. Regole, concorsi, sovrintendenze scelte per meriti e non per convenienze politiche. Senza queste condizioni - dice - rischiamo di perdere ogni bene del patrimonio artistico di questo Paese». Pompei, dicono i sindacati, ha bisogno di 300 milioni di euro per la tutela del patrimonio. «Un fondo straordinario per ripartire», conferma Camusso, «magari utilizzando le risorse di una lotteria. Continuare con una gestione pubblico-privato non funziona». Loccasione è data dal convegno "Pompei tra crisi e degrado: legalità, fermare la crisi produttiva, tutelare e sviluppare il patrimonio culturale", promosso da Cgil e Funzione pubblica Campania. Il numero uno della Cgil sintrattiene con le vigilanti degli Scavi e con i lavoratori del Museo Madre. Il privato, avverte, «non è per forza un male. Anzi. I mecenati sono una tradizione italiana e, se ce ne sono, possono contribuire per qualificare e mantenere il nostro territorio. Penso a Della Valle e alla sua proposta per il Colosseo». Per Camusso «è fondamentale che le Soprintendenze si dotino di vere professionalità perchè ci sono troppi improvvisatori e pochi studiosi. La manutenzione non può essere unattività temporanea, basta guardare come funziona nel resto del mondo. Siamo stufi di commissari. E degli sprechi. Con Bertolaso non cera più una regola negli appalti. E quando non sai più come affrontare la situazione ti inventi la fondazione». Beni come Pompei, o la Reggia di Caserta, il Museo archeologico sono anche luogo di profitto? «Sì - risponde Camusso - ma di un profitto che deriva dal circuito economico che si innesca a vantaggio di tutta la comunità, con un benessere più diffuso. Non ci servono i privati che ci vogliono guadagnare. Noi della Cgil abbiamo denunciato che il sistema non funziona dal Nord alla Sicilia. Anni di battaglie solitarie contro chi ha deciso che bisognava spettacolarizzare tutto e passare allemergenza. Questo significa saltare le leggi, le regole, le competenze. Torniamo alle grandi scuole archeologiche e allutilizzo delle competenze serie. Pensiamo al turismo, si è detto. Va bene, ma queste transenne danno al turismo un colpo mortale. Ne hanno parlato molto di più allestero che in Italia, dove cè un governatore, in Veneto, che dice: a Pompei sono caduti quattro massi».
POMPEI - Camusso: "Subito fondi per Pompei" La leader Cgil boccia il piano Bondi e lipotesi di una Fondazione
Il leader nazionale della Cgil, Susanna Camusso, ha espresso la sua disapprovazione per la gestione del sito archeologico di Pompei, affermando che il paese dovrebbe vergognarsi di sé. Camusso ha criticato i piani straordinari di manutenzione del ministro Bondi e ha esortato a tornare alla normalità, richiedendo risorse ingenti per ripartire e rimettere Pompei nelle migliori condizioni. Ha chiesto trasparenza, professionalità e legalità nella gestione del patrimonio artistico del paese. Camusso ha anche criticato la gestione pubblico-privata e ha affermato che il privato non è sempre un male, ma che ci sono stati casi di sprechi e di commissariamenti.
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