Grandi manovre sul piano regolatore Lassessore: "È obsoleto, va cambiato" Lurbanistica "azzoppata". Ovvero: quando i giudici riscrivono lo sviluppo di una città. Ormai non ci sono più certezze. Da Punta Perotti alla Cittadella della giustizia, passando per la lama Balice, si moltiplicano gli interventi della magistratura che rallentano, quando non bloccano definitivamente, la realizzazione di interventi urbanistici. Unanomalia che per lassessore Elio Sannicandro è riconducibile ad una spiegazione molto semplice: un piano regolatore datato. «Il nostro strumento urbanistico è obsoleto - taglia corto Sannicandro - In attesa del nuovo Piano urbanistico generale, occorre adeguarlo alle norme, a cominciare da quelle per il paesaggio, che si sono succedute nel corso degli anni». Unoperazione complessa che lamministrazione comunale sta cercando di portare in porto, sia pure fra mille difficoltà. Nel frattempo i casi urbanistici aumentano. Il più eclatante rimane quello di Punta Perotti. Con la Corte europea dei diritti delluomo che ha riconosciuto alle società di costruzione il diritto al risarcimento, il rischio di una nuova querelle giudiziaria è concreto. Per questo il sindaco Michele Emiliano ha chiesto lintervento del premier Silvio Berlusconi: soltanto un atto del governo può scongiurare un nuovo braccio di ferro con gli imprenditori che avevano costruito lecomostro. In teoria, limpresa Matarrese e le altre potrebbero chiedere la restituzione delle aree su cui adesso sorge il parco della legalità. Più probabile è la concessione da parte del Comune di volumetrie equivalenti in unaltra zona della città, ma per la quantità di metri cubi, sarà comunque necessaria una variante al piano regolatore. Gli indizi, da questo punto di vista, portano allarea del Tondo di Carbonara. Dove, nel frattempo, è stata già approvata la variante per rendere polifunzionale lo stadio San Nicola: il provvedimento è al vaglio della Regione. I tempi non saranno brevi, visto che il governo regionale ha richiesto al Comune la valutazione ambientale strategica dellintervento. Se si considera che nella stessa zona limpresa Pizzarotti vuole costruire la Cittadella della giustizia, si capisce limportanza di un atto di riordino. Unaltra zona urbanisticamente "calda" è quella di lama Balice. Da più di un anno, è in corso un braccio di ferro fra Comune e Procura per la lottizzazione "Vele al vento", bloccata dagli inquirenti perché non sarebbe stata costruita a debita distanza dalla lama. A poche centinaia di metri, nei pressi della Cittadella della guardia di finanza, il ministero della difesa vorrebbe realizzare almeno mille alloggi per i militari. Anche in questo caso, si tratterebbe di un atto di imperio: la lottizzazione sarebbe realizzata estromettendo lamministrazione comunale. Che, però, si è già rivolta al Tar del Lazio. (r. lor.)