Un centro multimediale nella vecchia manifattura Ginori Linaugurazione Accanto ai volumi, una sala cinema, cd e una rete internet senza fili Ieri la festa Una vera festa di paese, una folla di migliaia di persone, soprattutto anziani, che hanno aspettato sotto il vento freddo il taglio ufficiale del nastro. Per Sesto Fiorentino ieri era il momento di brindare. Le ceramiche storiche non ci sono più, le macchine industriali sono scomparse. Al loro posto fanno bella mostra esili scaffali e libri di ogni tipo, con computer, cd e dvd. La vecchia manifattura Ginori di Doccia, quella che dal 1737 fino agli anni 50 aveva dato lavoro e notorietà allallora piccola Sesto, ha cambiato faccia ed è diventata una biblioteca. Anzi, la biblioteca, lunica e grande, che sostituirà lattuale, a due passi dal municipio ma troppo piccola per una cittadina che vuole allargarsi e che sforna 10mila iscritti per il suo polo culturale. Un salto netto, con 3.500 metri quadri, 100mila titoli, 190 posti a sedere, 23 computer, rete wireless per connettersi senza difficoltà. È proprio sulla multimedialità che la nuova struttura cercherà di differenziarsi dalla precedente. I libri da soli non bastano più. «In centro mancavano gli spazi per le attrezzature - ammette Emanuela Totaro, responsabile del servizio cultura - qui abbiamo lettori dvd portatili, rete internet senza fili, nuove collezioni di cd musicali che spazieranno dal jazz al rock, sale per gli incontri e anche una sala cinema per vedere i film troppo recenti, che non possiamo dare in prestito». Ci sono stanze specifiche per i ragazzi, per i giovani, per i bambini, mentre prima erano tutti insieme. «Addirittura cerano persone che studiavano per terra», racconta. Certo la zona è un po fuori mano, «però volevamo creare un centro culturale, dove le persone possano socializzare e passare il tempo, dove vengano con lintenzione di restare e non di passare». Il cambiamento è anche urbanistico. Impossibile non ricordare che lazienda era limmagine di Sesto. Era, perché dopo labbandono e il trasferimento nel nuovo stabilimento, era finita nel degrado più totale, con gli esterni che cadevano a pezzi, le volte che avevano ceduto e le pecore che brucavano lerba. Poi nel 1985 è arrivata lidea di recuperare la villa, grazie allaiuto dei privati, gli stessi che avrebbero ottenuto il permesso per costruirci intorno il nuovo quartiere. Dopo anni di discussioni e scontri politici, le abitazioni sono triplicate e il restauro vero e proprio è iniziato solo nel 2003. Adesso mancano ancora le due ali, che a breve passeranno al Comune con una variante al piano di recupero, e i vecchi forni, dove sorgerà un teatro. Ma è tutta unaltra villa. O meglio, è tornata quella di un tempo. I sestesi, comunque, hanno atteso per anni linaugurazione di ieri, tra aspettative e dubbi. «Certo un parco, invece che tutte queste case, potevano anche farlo. Non cè neppure un bar», dice Meri, mentre lamica Anna ricorda i 32 anni passati a dipingere le ceramiche della Ginori: «Quando sono entrata cera già il nuovo stabilimento, ma per noi lavoratori questa villa ha pur sempre molto valore». Cè Giacomo, che si domanda se avrà successo «perché è un po difficile da raggiungere, ci possiamo venire a fare una passeggiata, ma per venirci bisogna avere molto tempo». Luisa spera che il 64, il nuovo autobus che collegherà la piazza centrale a Doccia, abbia corse non troppo diradate. Ma tutti sono concordi: dentro è bella e soprattutto funzionale, specialmente per i giovani «che poi è nata per loro». Anche la politica ha salutato la nuova biblioteca. Non mancava quasi nessuno dei consiglieri comunali, il sindaco Gianni Gianassi si è pure commosso leggendo il suo discorso. Unorazione nel suo stile, partita dallUnione Sovietica («Nel 1985 Gorbaciov diventava presidente») per arrivare a parlare del valore della Ginori per Sesto, ripetendo più volte limportanza della «cultura operaia» e della cultura in generale. È stato il primo cittadino a portare in biblioteca lultimo libro, Storia di un comune socialista, Sesto Fiorentino di Enrico Ragionieri, una scelta non casuale, e non solo perché a Ragionieri è intitolata la struttura. Ma era giusto così, visto il lunghissimo applauso che i concittadini gli hanno tributato.