Aperta al pubblico la nuova ala del museo dedicato alla creatività del nostro tempo Con questo spazio la capitale entra nel circuito delle strutture espositive mondiali Battesimo ufficiale per la struttura di Odile Decq Ancora un taglio del nastro per il Macro, il museo d'arte contemporanea del Campidoglio. Ma stavolta è davvero l'ultimo. Perché dopo varie anteprime d'assaggio l'inaugurazione di ieri segna l'apertura definitiva al pubblico della nuova ala, ridisegnata e saldata al vecchio corpo di fabbrica dell'ex Birra Peroni di via Reggio Emilia dall'architetto francese Odile Decq: oggi grande festa dal mattino fino alle 2 di notte ad ingresso gratuito e da domani, tutti i giorni tranne il lunedì dalle 11 alle 22 accesso a pagamento alle varie mostre in corso. Un battesimo ufficiale che sigilla l'entrata in funzione di una macchina espositiva di alta qualità ,dotata di un corredo di servizi d'accoglienza che la proiettano nel circuito d'eccellenza dei maggiori musei del mondo. Una libreria specializzata, che allinea su scaffali e banconi rosso vivo griffati dalla stessa Odile Decq oltre 2000 titoli, tra cataloghi e monografie di tutti i maestri della scena internazionale, e un ricco campionario di gadget. Un ristorante da palati fini, in funzione dal 10 dicembre sulla terrazza panoramica che abbraccia come quinte tetti, balconi e facciate del quartiere. Un parcheggio sotterraneo da 160 macchine, con 60 posti riservati a prezzo di favore (1 euro per 2 ore) ai visitatori del museo. E un auditorium da 200 posti, incastonato in un guscio rosso vivo, incagliato come un vascello al centro del foyer. Più che legittime la soddisfazione e la commozione dei protagonisti della cerimonia del varo a dieci anni dall'inizio dei lavori. Il sindaco Gianni Alemanno che rivendica, in condominio con i suoi predecessori Rutelli e Veltroni, il merito di aver guidato in porto l'operazione, strategica per innestare nel cuore secolare di Roma il germe vitale della contemporaneità. L'assessore all'urbanistica Marco Corsini che sottolinea tra l'altro l'iniezione di vitalità che questo nuovo gioiello architettonico porta al quartiere. L'assessore alla cultura Umberto Groppi che si sofferma a spiegare gli ultimi delicati passaggi per portare a regime la nuova struttura: tra pochi giorni la creazione di una fondazione cui affidare la complessa gestione dello spazio. Costo valutato 8 milioni d'euro l'anno. Due già stanziati in bilancio, 1 garantito da biglietti e incassi del parcheggio e della libreria affidati alla società Zetema che assicura anche la sorveglianza, gli altri da reperire da fonti istituzionali e da sponsor privati. Sponsor tra cui già primeggia l'Enel, che sigilla con la passerella del duo di autori olandesi Bik Van derPol, vincitori del premio nuovi talenti istituito dall'azienda, l'evento clou del vernissage. E' la grande istallazione in mostra fino al 16 gennaio (ingresso libero) che occupa la grande sala a gomito del piano terra: una casa modellata sulla falsariga di una villa di Mies Van der Rohe che accoglie un giardino tropicale e un tripudio di esotiche farfalle. Idea non nuovissima: una analoga teca di farfalle si può ammirare alla Villette di Parigi e anche nella residenza estiva di Berlusconi a villa Certosa. Ma di grande impatto visivo. La regia d'eventi a ciclo continuo del direttore del Macro Luca Barbero, premiata da aumenti record di gradimento e presenze, mette in campo per l'apertura al pubblico, oltre a una serie di piccole mostre già in cartello- ne, anche l'esposizione nella nuova ala di una serie di chicche della collezione e di recenti acquisizioni. Tra i pezzi più ammirati Belvedere, un gigantesco collage cosmico di Giulio Paolini. Un ironico scheletrino in preghiera firmato da Marc Quinn. Un campionario di scatti di grandi fotografi che immortalano alcuni primattori dell'arte di oggi. Un cartellone di video grandifirme. Gioielli sgranati in un artificioso andirivieni da struscio nei vicoli che nelle intenzioni di Odile Decq simula e rende omaggio all'anima bendisposta dal fascino stratificato di Roma.