Ingresso gratis per due mesi Cinque piani e 400 opere. Il sindaco: ora un nuovo museo all'anno Il primo capolavoro, il "Quarto Stato" di Pellizza da Volpedo, sbuca a sorpresa sul lato sinistro della rampa azzurra costruita come un elica all'interno dell'Arengario. L'ultimo, il soffitto al neon di Lucio Fontana, mozza il fiato nel salone con vista su piazza Duomo. Il museo del Novecento apre le porte ai milanesi con puntualità svizzera, senza sforare i 1.200 giorni di lavori previsti e il budget di 27 milioni di euro. «E' uno spazio aperto che coniuga tradizione e innovazione» esulta il sindaco Letizia Moratti, che ieri ha presentato le 400 opere insieme all'architetto Italo Rota, mente del restyling. «Lasciamo ai milanesi un gioiello di architettura e cultura». Per due mesi, da lunedì pomeriggio a fine febbraio, l'ingresso agli 8 mila metri quadri di spazi espositivi sarà gratuito. Poi l'ingresso costerà 5 euro, anche se la torre centrale (con il "Quarto Stato" e due statue dei Bagni Misteriosi di de Chirico), sarà uno spazio pubblico a disposizione dei milanesi, come il ristorante extralusso gestito da "Giacomo" in cima all'edificio. Festeggia l'assessore alla Cultura Finazzer Flory «Milano si conferma l'esempio per tutto il Paese, senza ritardi e surplus economici». Per Palazzo Marino, la ristrutturazione dell'Arengario sarà il traino della rinascita culturale della città. Obiettivo: aprire un museo all'anno. Nel 2011 l'Archeologico raddoppiato, nel 2012 il museo delle Culture all'ex Ansaldo e nel 2013 il museo d'Arte Contemporanea di Daniel Libeskind. «Nessun'altra città europea avrà i nostri spazi museali» azzarda l'assessore alle Infrastruttura Bruno Simini. Il primo tassello è il recupero dell'Arengario, ferito dai bombardamenti della guerra e ripensato per ospitare ritratti e sculture delle raccolte civiche milanesi. Dalla frenesia dei futuristi Boccioni e Balla, fino ai quadri di Morandi e all'Arte povera. «Non abbiamo voluto costruire un edificio chiuso» sottolinea Rota, «le finestre dialogano con la città grazie al Duomo e a Palazzo Reale». Cinque piani, 3 anni di lavori e una media di 80 operai al giorno impegnati nel cantiere. Il comitato scientifico, che ha lavorato di cesello per decidere quantità e posizione delle opere, è stato guidato da Marina Pugliese, che ieri mattina è stata nominata direttrice del museo da Letizia Moratti. «Non è un'antologia di tutto il secolo» ha precisato la Pugliese, «bensì una selezione del secolo con particolare attenzione alla città». Un percorso cronologico, che accoglie il visitatore con la marcia di Pellizza da Volpedo (1902) e si chiude simbolicamente con le turbolenze del '68. L'accordo con la cordata degli sponsor, guidata da Finmeccanica, arricchirà la galleria nei prossimi anni con nuove acquisizioni. Già da lunedì, comunque, sarà possibile ammirare chicche assolute come il soffitto realizzato da Fontana nel '56 per l'Hotel del Golfo dell'Isola d'Elba. L'albergo voleva distruggerlo, poi il ministero dei Beni culturali lo ha comprato e affidato al nuovo museo dei milanesi.