POMPEI. Le lavoratrici e i lavoratori dell'Audiovideotour di Civita Musea e di Pierreci Codess Campania hanno proclamato lo stato di agitazione fino alla risoluzione della vertenza. Ieri mattina, a Porta Marina Superiore all'esterno degli Scavi di Pompei, si è svolta l'assemblea straordinaria dei dipendenti delle società private concessionarie dei servizi all'interno dei siti archeologici e dei musei, sia vesuviani che campani. All'assemblea hanno partecipato Raffaele Lieto, segretario generale della Filcams Cgil Campania, Luana Di Tuoro e Maria Vitolo della segreteria regionale della Filcams Cgil, i lavoratori dei servizi aggiuntivi di Pompei e dei Musei di Napoli. Al termine della riunione, i rappresentanti della Filcams Cgil Campania hanno redatto un documento dichiarando lo stato di agitazione. Il motivo? I dipendenti delle aziende sono in lotta «per la salvaguardia dei livelli occupazionali, per non disperdere le preziose competenze professionali acquisite nel corso dello svolgimento dei loro rapporti di lavoro». Richieste, queste, già sottoposte al Mibac che, da due mesi a questa parte, non ha ancora dato alcuna risposta. E, considerando che una tardiva soluzione ricadrebbe sui livelli occupazionali e sulle professionalità esistenti, l'assemblea ha deciso per lo stato di agitazione ad oltranza. Secondo un'indagine della Filcams, in totale, la vertenza riguarda 92 lavoratori, tra cui 62 donne, la maggior parte dei quali risulta laureata e tra i 30 e i 40 anni. Si tratta di commessi delle aree archeologiche partenopee, che lavorano all'Antiquarium di Boscoreale, agli scavi archeologici di Ercolano, Oplonti e Pompei, fornendo servizi quali accoglienza, audioguide, biglietteria, bookshop, li call center, didattica, guardaroba, ufficio informazioni, ufficio stampa. Tutti chiedono l'inserimento delle cosiddette "clausole sociali" nei capitolati di appalto dei servizi aggiuntivi.