Primo verdetto: «Ma non costringeteci al cartellino rosso» POMPEI. Ispettori Unesco delusi e arrabbiati: «Richiameremo il governo a un'azione rapida e decisa per la messa in sicurezza del sito archeologico», fanno sapere al termine della seconda giornata di verifiche nell'area patrimonio dell'umanità. Ma il rischio di un'espulsione dal prestigioso club, sia pure lontano, non è stato del tutto scongiurato. Gli 007 dell'Unesco si sono trovati di fronte ad una realtà «malata che necessita di cure immediate». E a quanto trapela, pur essendo propensi a non danneggiare l'immagine di Pompei con una loro dura relazione, presenteranno un conto salato al governo: «Se non si provvederà a una immediata ripresa strutturale dell'area archeologica, Pompei potrebbe essere ammonita con il cartellino giallo che diventerebbe rosso se, nel tempo fissato dall'Unesco, il sito non ritornerà ai fasti del 1997 quando fu annoverata nell'elenco dei siti dichiarati patrimonio dell'umanità» è il senso di quanto trasferiranno ai vertici dell'agenzia Onu. Le verifiche degli esperti, da ieri, si sono estese anche a Ercolano e Oplonti. E i tre ispettori, che da giovedì controllano lo stato di salute dell'antica città romana, hanno voluto incontrare il sindaco della città nuova Claudio D'Alessio per tracciare un filo comune di iniziative. Il primo cittadino, che in più occasioni ha fatto appello alla sensibilità del presidente Giorgio Napolitano per un suo intervento diretto perla «salvezza» della città archeologica, si è detto soddisfatto dell'incontro. «È stato un colloquio molto proficuo - ha detto - ho incontrato persone cordiali che hanno dimostrato di avere molto a cuore il futuro della nostra area archeologica. I rappresentanti dell'Unesco sono disponibili a voler contribuire a non far cancellare Pompei dall'albo d'oro dei siti patrimonio dell'umanità. Personalmente li ho invitati a essere collaborativi nell'interesse comune per la cultura. Pompei - continua D'Alessio - non può permettersi di perdere un riconoscimento così prestigioso, ne va del futuro economico della Campania e dell'Italia tutta». Il capo delegazione, la professoressa Alix Barbet, direttore del settore Ricerca del Cnrs in Francia e autrice di innumerevoli saggi sulla pittura muraria pompeiana, secondo indiscrezioni, è una habitué dell'area archeologica. Lei, infatti, che adora la civiltà dell'antica città, in particolare l'Orto dei fuggiaschi, come ha scritto in un dossier su Pompei pubblicato a luglio sulla rivista francese «Archéologia», adora girare per le antiche vestigia spesso e volentieri. In media ogni tre mesi la professoressa Barbet si reca nel sito archeologico in tutta segretezza per studiare, supervisionare e controllare lo stato di conservazione degli affreschi, dei mosaici. «Tutti noi abbiamo un compito arduo: risolvere la criticità in cui versa lo stato di conservazione di Pompei», ha detto il sindaco. «Ho offerto al ministero gli operai e i tecnici del Comune per monitorare e provvedere alla manutenzione ordinaria del sito». Proposta che è piaciuta ai tecnici Unesco.