Scartata l'idea del supermanager, lasciata momentaneamente in stand-by anche la Fondazione, nell'immediato futuro di Pompei c'è l'arrivo di una task force di tecnici che dovrà provvedere alla realizzazione degli interventi di ripristino più urgenti, e un nuovo soprintendente, questa volta definitivo, dopo due annidi commissariamento e reggenti ad interim. Ieri è scaduto il termine perla presentazione delle domande: secondo alcune indiscrezioni nella rosa degli aspiranti alla soprintendenza di Napoli e Pompei ci sarebbero Angelo Ardovino, la cui nomina era improvvisamente sfumata lo scorso settembre, Teresa Cinquantaquattro, fino ad ora alla soprintendenza della Puglia, e Mario Pagano, il soprintendente dell'area archeologica di Caserta e Benevento sollevato dall'incarico nel giugno 2009 dall'allora direttore regionale Pio Baldi, reintegrato dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nel febbraio di quest'anno e da allora in attesa di una sede di destinazione. Il sostituto della Papadopoulos, fanno sapere dal ministero, potrebbe arrivare nel giro di qualche giorno. In attesa della ricostituzione della soprintendenza autonoma per l'area archeologica vesuviana annunciata l'altro giorno dal ministro Bondi, per la quale servono tempi regolamentati, e di un rafforzamento dei suoi poteri per la tutela del sito, il nuovo soprintendente si troverà intanto a gestire gli Scavi nell'attuale regime di accorpamento con Napoli. Tempi serrati, 30 giorni al massimo, anche per la task force di tecnici e operai, che dovrebbe eseguire i lavori più urgenti e predispone un piano straordinario di manutenzione per il quale dovrebbero arrivare 50 milioni di euro probabilmente attraverso i Fas nazionali. D'accordo sul duplice percorso, Fondazione e Soprintendenza autonoma, individuato con il ministro nell'incontro dell'altro giorno, anche il governatore Caldoro. Quanto alla Fondazione, temporaneamente accantonata in una fase di studio, Caldoro ha sottolineato che «se un privato fosse pronto a investire come ha fatto Della Valle con il Colosseo», questa potrebbe essere la soluzione istituzionale per raccogliere finanziamenti in maniera stabile e predispone un piano per Pompei.