Oggi allEspace la maratona democratica promossa da alcuni assessori di Chiamparino Ma in questo decennio molte cose sono cambiate: e in piazza San Carlo non si getta più la cicca dallauto Per affrontare la sfida di domani siamo ancora in pochi: una città internazionale deve essere più grande Non vuole essere il pride degli amministratori, ma lorgoglio di chi in questi anni ha amministrato Torino non lo nega nessuno. Oggi al Teatro Espace di via Mantova va in scena "Ripartiamo da noi", cinque minuti a testa in una maratona democratica di interventi sulla città, con musica per tutti e cibo autoprodotto dagli organizzatori. Fra i promotori lassessore alla casa Roberto Tricarico, numero 10 nella lista degli interventi, tutti indicati da una cifra e non dal nome dei relatori. Il sindaco Chiamparino parlerà alle 10,30, cinque minuti anche per lui. «Il numero 10 è il numero di Pelè», sorride Tricarico. Assessore, in questo clima politico a dir poco oscuro vogliamo virare sul calcio? «No, il numero dieci ha piuttosto a che fare con la nostra storia. Cominciata per lappunto dieci anni fa». Antefatto? «Eravamo in 899.806, non si viaggiava in metropolitana e in piazza San Carlo potevi lanciare la cicca dal finestrino della macchina». Lei arrivò a Palazzo Civico per occuparsi di case, di povertà, di disagio sociale. Non certo un compito facile, no?. «Nella stanza che mi avevano dato a Palazzo Civico stavamo in cinque e io mi sentivo stretto come a casa mia con i miei fratelli e ho pensato che camera e cucina fosse il mio destino. Lo stesso che cercavano le famiglie che bussavano alla mia porta per avere una casa. Ho dovuto tenere aperto lufficio anche al sabato per accoglierne così tante. In questi anni più di 11 mila hanno acceso la luce nello loro nuove stanze». Dal passato al presente, cosa è cambiato? «Le barriere adesso sono dentro la città e non si muovono più al ritmo delle fabbriche. Gli operai non si trovano più tutti insieme nello stesso sindacato, non si dividono più fra Pci e Dc. Dai vetri del tram numero 4, Parco Stura non è più il grande mercato della droga allaperto, ma un prato seminato e presto sarà un parco. Adesso sono 20 milioni i metri quadri di verde in città, 3 in più da quando ho firmato la prima delibera per il restauro dei Giardini Reali. E la signora Francesca, che abitava nelle case di via Artom che abbiamo abbattuto, ora non riconoscerebbe più il suo quartiere». Come deve essere la Torino di domani? «A Torino oggi siamo 908.684 ma ancora pochi per affrontare la sfida del domani, una città internazionale deve essere più grande. La Grande Torino non può crescere solo con lestensione amministrativa verso i comuni della cintura, deve crescere dentro. Gli immigrati stanno facendo la loro parte e la Lega dice che devono essere di meno. Io rispondo che devono essere di più. E per crescere abbiamo bisogno di più giovani». Un messaggio per il candidato sindaco di Torino, Roberto Tricarico compreso? «A tutti direi che per i prossimi dieci anni dovremmo studiare. E aggiungo: lasciamo che sia Torino a candidare noi». (s.str.)