La vertenza nelle gallerie statali. I lavoratori protestano per la mancanza di clausole a loro favore nel bando MUSEI STATALI BLOCCATI - domani e martedì - per lo sciopero indetto dai 350 dipendenti dei servizi di biglietteria, bookshop e prenotazioni, mobilitati da mesi con soprintendenza e ministero dei Beni culturali sulla richiesta di garanzia del proprio posto di lavoro. La vertenza che provoca la chiusura di Uffizi, Accademia, Cappelle Medicee, musei di Palazzo Pitti, cenacoli e ville medicee, con pacchetto di 42 ore di sciopero, è dovuta al rinnovo del bando per i servizi aggiuntivi, che non prevede appunto alcuna clausola che garantisca il posto di lavoro degli attuali dipendenti di Firenze-Musei. «Abbiamo avuto un ulteriore incontro a Roma (ieri ndr) con il direttore per la valorizzazione Mario Resca e Confcommercio nazionale - spiega Fabio Giunti di Filcams-Cgil - Confcommercio ha confermato la disponibilità a inserire allinterno del protocollo del contratto nazionale del terziario una clausola che tuteli i nostri posti di lavoro, ma il provvedimento è tutto da verificare. In questo momento, dopo mesi di promesse, non ne servono altre e il nostro sciopero è confermato». Per scongiurare lo sciopero e il blocco dei musei, ieri ha tentato una mediazione anche il prefetto Paolo Padoin, chiedendo un rinvio della manifestazione di protesta in attesa di una riposta dal ministero di cui si è fatto portavoce . «A questo punto, dopo tutti i tentativi fatti, prima con la soprintendenza, poi con il ministero a Roma, non resta che proseguire sulla linea dello sciopero senza cedere a vane promesse: vogliamo un preciso impegno scritto, quando arriverà ritireremo lo sciopero» dicono dalle Rsu. In pratica laccesso ai musei resterà bloccato per tre giorni, visto che il lunedì è giorno di chiusura di molte gallerie. Intanto entro dicembre, partirà la nuova gara di appalto per lassegnazione dei servizi aggiuntivi, a cui potranno essere ammesse imprese e ditte che forniscono servizi di biglietteria, prenotazioni, guardaroba e bookshop, oltre che - in capitolato separato - di ristorazione. Ma nulla prevede per ora che gli attuali dipendenti vengano riassunti dal nuovo gestore.