Lex vicesindaco bacchetta Renzi. E sui bus gialli: "Non cera altro da fare" "Mi hanno attribuito i ritardi della linea 1, ma loro che hanno fatto?" «Ecco, lo sapevo. Danno la colpa a me per lautorizzazione ai bus gialli? Ricordo qualcosa, non potevamo far altro. Mi hanno già addossato tutti i ritardi della linea 1, ma questi in un anno e mezzo non hanno fatto un progetto». Non chiedete a Giuseppe Matulli cosa pensa dellattuale amministrazione Renzi: ci penserà lui a dirvelo. Magari intervallando i tuoni con un: «Ma non scrivete niente, tanto a me non mi frega più niente». Ma lex vicesindaco factotum e alfiere della prima linea di tramvia, «rottamato» ma non piegato, è più che mai pugnace. Matulli, ma perché avete deciso nellaprile 2009 di concedere lautorizzazione ad una seconda società, la Italy Open tour, di bus turistici a due piani? Palazzo Vecchio dice che loro se la sono trovata: «Era obbligatorio, a dire la verità tentammo di non farlo, ma se ricordo bene ci fu un ricorso della società e i nostri legali ci fecero presente che non concedere quellautorizzazione avrebbe significato esporsi ad ulteriori contenziosi», racconta lex vicesindaco dellamministrazione Domenici. «Comunque - aggiunge - ricordo che di questo se ne occupò soprattutto Tartaglia». Il dirigente della mobilità che lavora ancora oggi a Palazzo Vecchio. Ma quel che più sta a cuore a Matulli non sono i bus gialli e rossi. E ancora la tramvia, alla quale ha dedicato gli ultimi anni della sua vita politica. «Non solo non sono state messe a punto le cose per le linee 2 e 3 - insiste - lunica cosa certa che cè, è che la tramvia deve passare davanti alla stazione ed entrare in piazza Adua per arrivare ai viali e in un anno e mezzo non si è fatto niente. E dire che era già tutto pronto, ci eravamo preoccupati anche di studiare assieme alla soprintendenza di rimodellare langolo del palazzo dei congressi, quello tra via Valfonda e i viali». Avrà pure un bel dire il sindaco Renzi sui ritardi della linea 1: «Eppure quando vado in via Talenti cè mi ringrazia, adesso sono tutti felici. Si omette sempre di dire che quella linea di tramvia ha tolto di mezzo 3mila macchine al giorno», dice lex vicesindaco che oggi si dedica a lunghe passeggiate e ai ricordi della politica che fu. La sua. Come laltro giorno, racconta, quando cè stato un ricordo di Adone Zoli, lavvocato fiorentino che, dopo aver aderito alla Resistenza, diventò un esponente Dc fino ad entrare nel governo De Gasperi. «Sapete cosa rispose quando il fascista Carità lo portò a Villa Triste minacciandolo di rompergli i denti? Aveva la dentiera, se la tolse e disse "questa soddisfazione non te la do". Oggi gente così non si trova più», ricorda Matulli. Che però non ha mai digerito la pedonalizzazione di piazza Duomo decisa dal sindaco Renzi: «Trovatemi un trasportista che conosce Firenze pronto a dire che si può organizzare un sistema di trasporto a prescindere da piazza Duomo. Trovatemelo, se vi riesce». A Matulli non è riuscito.
FIRENZE - Matulli: dove sono i progetti della tramvia?
Lex vicesindaco bacchetta Renzi. Ha parlato dei bus gialli e ha detto che non cera altro da fare. Ha anche parlato della tramvia e ha detto che non si è fatto niente per le linee 2 e 3. Ha ricordato che la tramvia era già pronta per essere messa in servizio, ma non è stata realizzata. Ha anche parlato della pedonalizzazione di piazza Duomo decisa dal sindaco Renzi e ha detto che non trova un trasportista che possa organizzare un sistema di trasporto senza piazza Duomo. Ha anche ricordato un episodio della sua vita politica in cui un fascista gli ha minacciato di rompergli i denti. Oggi, Matulli non è più d'accordo con Renzi e dice che non trova più persone come lui.
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