Da lunedì nella chiesa di San Francesco della Scarpa a Lecce; poi alla galleria Devanna di Bitonto Caravaggio dai pugliesi fu amato fin dal principio, documenti alla mano. Viene, infatti, dal feudatario di Polignano a Mare Nicola Radulovich una delle primissime commissioni fatte al pittore transfuga a Napoli. Il quadro - come spesso accade nelle questioni darte - è avvolto da mistero. Il Radulovich chiede al Merisi un dipinto per laltare maggiore della chiesa di Santa Maria di Costantinopoli oggi di SantAntonio, sempre a Polignano. Opera mai trovata che, tuttavia, potrebbe essere identificata con la Madonna del Rosario del Kunsthistorisches Museum di Vienna. Detection a parte, quel che conta sono soprattutto gli "Echi caravaggeschi" in Puglia che sono tanti e affascinanti, da scoprire lungo 63 opere che compongono una ricca mostra visitabile da lunedì 6 dicembre al 27 febbraio nella chiesa di San Francesco della Scarpa di Lecce (info 0832.683.503). A seguire, sarà allestita, nella Galleria nazionale della Puglia "Devanna" a Bitonto, dal 13 marzo al 15 maggio. Una mostra che è anche il compimento di una collaborazione tra Soprintendenza per i Beni storici artistici e museo provinciale "Sigismondo Castromediano" di cui il sovrintendente Fabrizio Vona va particolarmente orgoglioso. Con il direttore del museo "Castromediano" Antonio Cassiano condivide, peraltro, anche la curatela dellesposizione "Echi caravaggeschi". Vivace e in fieri. "Lidea di esporre il caravaggismo pugliese, poco noto ma fondamentale, è inedita -spiega Vona - perché la critica non ha mai focalizzato il rapporto e il pubblico non ha mai avuto la possibilità di ragionarci". Pertanto sono in mostra anche dipinti in corso di restauro come il "Martirio di San Lorenzo" di Pacecco De Rosa e il "Cristo deriso" di Massimo Stanzione con saggi di pulitura. Tra i restauri appena ultimati dal Laboratorio della Soprintendenza cè linedita "Decollazione del Battista" di Andrea Vaccaro. Le 63 opere esposte sono tutti olii su tela e le scene, in piena corrente caravaggesca, sono sacre, mitologiche, bibliche, nature morte e ritratti provenienti da chiese, musei diocesani, provinciali, civici e sedi vescovili di Puglia. Dieci i dipinti di proprietà privata esposti per la prima volta grazie alla disponibilità dei collezionisti. Due opere particolarmente importanti per comprendere il fascino che la novità della pittura caravaggesca esercitava, vengono dalla Collezione dErrico di Palazzo San Gervasio: il "Sellitto" di Aliano e la "Natura Morta". Sei opere, di Orazio Gentileschi, Giovanni Baglione e Bernardino Mai vengono dalla Galleria nazionale. Molto rappresentato è il pittore napoletano Paolo Finoglio, tra i principali protagonisti della diffusione delle istanze caravaggesche in Puglia. Di ritorno da Napoli, infatti, si stabilì in Salento fino al 1630 quando nella regione arrivavano ormai opere di Filippo Vitale, Battistello Caracciolo, Agostino Beltrano e Ribera. Il catalogo della mostra è pubblicato da Giuseppe Barile. (a. g.)
BARI - "Echi caravaggeschi", sessanta dipinti della scuola artistica pugliese e campana
Da lunedì, nella chiesa di San Francesco della Scarpa a Lecce, viene inaugurata una mostra di 63 opere di Caravaggio provenienti da chiese, musei e sedi vescovili della Puglia. La mostra, curata dalla Soprintendenza per i Beni storici artistici e dal museo provinciale "Sigismondo Castromediano", è il compimento di una collaborazione tra le due istituzioni. Le opere esposte includono sacre, mitologiche, bibliche, nature morte e ritratti, tra cui dieci dipinti di proprietà privata esposti per la prima volta. La mostra è anche l'occasione per scoprire gli "Echi caravaggeschi" in Puglia, che sono tanti e affascinanti.
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