Il primo impatto con la città risale agli anni Settanta Le rivalutazioni e le "dimenticanze" Una lezione di gusto e di stile quella fornita da Alvar González Palacios: ha dimostrato che si può pubblicare un elegante libro darte con un rigoroso corredo illustrativo in bianco e nero senza ricorrere al colore; anche se la predominanza di immagini della splendida statuaria settecentesca in marmo e bronzo è congeniale a siffatto obiettivo. È quanto si deve osservare sulla nuova pubblicazione del più noto storico e cultore delle arti decorative, che alle 11 Nicola Spinosa e Francesco Solinas presentano a Villa Pignatelli ("Nostalgia e invenzione. Arredi e arti decorative a Roma e Napoli nel Settecento", edizioni Skira, 32 euro). Interessa parlare in questa sede soltanto dei saggi di pertinenza napoletana che, a dispetto del titolo, occupano la prima parte della pubblicazione. Rammentiamo adesso che il primo impatto di González Palacios con Napoli risale alla fine degli anni Settanta, e sembrò allora che Raffaello Causa avesse affidato a un nuovo, dirompente abate Winckelmann la cura della sezione delle arti decorative della grande mostra "Civiltà del Settecento a Napoli" (1980). Tuttavia lambiente culturale napoletano non era certo ancora quello ammuffito della maggior parte degli eruditi e archeologi della Real Accademia Ercolanese di età borbonica, contro i quali si rivolsero gli strali del grande archeologo tedesco nei suoi quattro soggiorni napoletani a iniziare dal 1758. Certo si deve ad Alvar se gli storici dellarte napoletani hanno convertito nel riconoscimento della composta e squisita eleganza formale della produzione di bisquits della Real Fabbrica di Napoli i precedenti giudizi critici sulla stessa. Così come a lui si deve la rivalutazione del ruolo di Domenico Venuti per la svolta neoclassica della produzione della porcellana nella Fabbrica borbonica. È indiscutibile che, a parte alcuni aspetti di mediocrità rilevabili nellambiente cortigiano, Napoli era tornata capitale di rango con Carlo di Borbone. Tuttavia gli storici hanno evidenziato che il moto di rinnovamento era già in atto agli inizi del Settecento in tutti i settori della vita napoletana, tanto che della città si disse che era "nelletà delloro" al tempo di Vico e Giannone. Di ciò è consapevole González Palacios. È quindi inesplicabile dimenticare una Manifattura, la Real Fabbrica di maioliche, istituita da Carlo di Borbone a Caserta nel 1753, che non è dovuta alla politica di prestigio personale del re, ma risponde piuttosto alla influenza delle idee illuministiche dei riformatori napoletani che raccomandavano di sviluppare le industrie locali. Comunque, chi si occupa di arti decorative deve molto a questo studioso. Proprio perciò dobbiamo anche lamentare che la sua perdurante lontananza da Napoli lo porta a qualche dimenticanza, a volte involontaria, più spesso programmatica sulla specifica bibliografia. Ad esempio egli cita il famoso piatto di maiolica con la "Rivolta di Masaniello", che considera eseguito nella remota Castelli dAbruzzo senza citare chi lo ha più volte pubblicato adducendo fondati argomenti per attestare che è più verosimile che esso poteva essere dipinto solo a Napoli nei pochi mesi della sommossa. Inoltre, da uno studioso della statura di González Palacios non era da attendersi che in una "Addenda a Tagliolini" presentasse come inedito un gruppo di bisquit del "Carro del Sole", già da altri pubblicato. E che ignorasse laltrettanto importante gruppo con "Allegoria delle opere di Carlo di Borbone", sempre dovuto a Filippo Tagliolini e pubblicato nel 1990 sul "Quaderno" del "Centro studi per la storia della ceramica meridionale". Di tale opera si erano perse le tracce dopo la presentazione nella grande "Esposizione nazionale di Belle Arti", tenuta a Napoli nel 1877.
CAMPANIA - Arte e arredi al tempo dei Borbone. A Villa Pignatelli un libro di Gonzalez Palacios sul Settecento
Il libro "Nostalgia e invenzione. Arredi e arti decorative a Roma e Napoli nel Settecento" di Alvar González Palacios è stato presentato a Villa Pignatelli. Il libro esplora la produzione di arti decorative a Roma e Napoli nel Settecento. González Palacios ha rivitalizzato la produzione di bisquits della Real Fabbrica di Napoli e ha evidenziato il ruolo di Domenico Venuti per la svolta neoclassica della produzione della porcellana. Il libro include saggi di pertinenza napoletana, che occupano la prima parte della pubblicazione. González Palacios ha anche rivitalizzato la rivalutazione del ruolo di Raffaello Causa e Domenico Venuti nella produzione di arti decorative napoletane.
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