Il governatore: "È lesempio peggiore al mondo" La giunta approva una delibera della Miraglia che apre la Fondazione ai capitali privati «Non cè museo di arte contemporanea al mondo gestito come il Madre. È il peggior esempio, di gran lunga il più costoso». Il presidente della Regione Stefano Caldoro festeggia le sue cinquanta candeline annunciando in mattinata un avviso di sfratto al management del museo gestito dalla Fondazione Donnaregina. Avviso di sfratto al presidente Oberdan Forlenza e al direttore Eduardo Cicelyn. «Peggior esempio al mondo» con introiti pari al due per cento dellinvestimento. «Da quelle parti - aggiunge Caldoro - credono che la Regione sia un bancomat». Scatta lavviso che nel pomeriggio si traduce in una delibera dellassessore alla Cultura Caterina Miraglia votata e approvata in giunta. Una delibera che avvia la modifica dello Statuto e apre la Fondazione Donnaregina ai capitali privati con ingresso nel consiglio di amministrazione. «La Regione non è un bancomat» ripete Caldoro. E straccia lera Bassolino: «Hanno gestito la Regione come se fosse un grande Comune, un modello insostenibile per le iniziative culturali. La loro logica era di concedere a uno soltanto. Non è stato coinvolto nessuno, ma individuati dei player senza discutere di teatri, musei, cinema. E invece larte contemporanea è una cosa seria, complessa, che coinvolge circuiti che non sono stati presi in considerazione. Qui si è voluto creare, in una logica un po sovietica, un museo di Stato, di regime». Meno fondi pubblici per il museo Madre che, spiega Caldoro, «deve rientrare in quella che è la dimensione di tutti gli altri musei di arte contemporanea nel mondo. Occorre realizzare un impianto che preveda una giusta concorrenza e valutazione dei vari sistemi e che, attraverso la programmazione interviene in questi campi e tutti ne sono beneficiari». «A breve presenteremo un nuovo piano che cambierà tutta la programmazione culturale». E aggiunge: «Siamo in un momento di difficoltà oggettiva e a fine anno sarebbe bene non esagerare. Investire di più, ad esempio, su San Gregorio Armeno. Ma non so se è proprio necessario fare le chiassose megafeste. Chiaramente, non si vieta nulla, la competenza è esclusiva dei Comuni, ma noi non investiremo in quella direzione. Per Napoli meglio la sobrietà». Caldoro parla al termine della presentazione degli eventi che si terranno la prossima settimana a Pagani in occasione delle celebrazioni a trentanni dallassassinio del sindaco Marcello Torre, vittima della camorra, e annuncia un testo unico della Regione sulla sicurezza e la legalità per il contrasto delle attività criminali. Infine i rifiuti. Per Caldoro la strada giusta passa attraverso la creazione di due nuove discariche, una certamente nellarea nolana, e di nuovi impianti intermedi di tritovagliatura da realizzare entro un anno. Lunedì, intanto, lassessore allUrbanistica Marcello Taglialatela e il direttore regionale del ministero per i Beni culturali Gregorio Angelini firmeranno lintesa istituzionale che attua il Codice dei beni culturali e del paesaggio.