Contro i furbetti del piano casa il Soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici Giorgio Rossini schiera due armi: i pareri negativi e poi un appello rivolto alla platea del convegno si Confindustria: «Costruttori, ingegneri e architetti devono aumentare la loro professionalità. Oggi molti interventi di recupero non si effettuano, preferendo la demolizione, solo perché non ci sono le competenze necessarie. Eppure, spesso, la ristrutturazione è meno cara, oltrechè più rispettosa». Soprintendente, lo volevano in molti questo piano casa. «Ma non è una panacea, non si può pensare che sacrificare territorio significhi favorire lo sviluppo. Troppi dimenticano che il Codice dei Beni culturali dice che i piani paesaggistici devono essere orientati verso "un minor consumo di territorio"». Primi effetti del piano casa dal vostro osservatorio. «Tra i 58 pareri negativi dati questanno molti riguardano il piano casa. Ci sono troppi che fanno i furbetti. Un rudere in una zona di collina affacciato verso monte diventa "incongruo", perché qualcuno dichiara che è pericolante. Così lo si può abbattere, trasferendone la ricostruzione guarda caso sul versante della collina che guarda il mare. Ci provano in tanti e quando li scopriamo li blocchiamo. Ma troppi sindaci e amministratori dovrebbero essere più sensibili». Le zone calde da cui arrivano più richieste? «Quelle della riviera dove le case sono più costose, e non è una sorpresa. Santa Margherita, Rapallo, Recco, Zoagli, e a ponente Loano, Pompeiana, Riva Ligure, Bordighera. Bisogna fermare lassalto alla collina». Ogni volta che passa un progetto contestato gli ambientalisti vi tirano in ballo. «I nostri organici sono sempre più limitati, ciononostante nel 2009 abbiamo trattato 30mila pratiche; dato 2376 autorizzazioni, ordinato 378 abbattimenti o sanzioni pecuniarie». Dietro ai numeri cosa cè? «Trucchi di mille tipi. Cè chi chiede di cambiare la destinazione in residenziale di un magazzino o unautorimessa. Il Comune la concede e dopo un paio danni lo stesso soggetto chiede di poter costruire un magazzino per gli attrezzi o un box per lauto perché ne è sprovvisto». Con la Regione come va? «Cè un buona collaborazione e speriamo di arrivare presto a quelladeguamento del piano paesistico che prevede il Codice Urbani ma soprattutto, adesso, cè unurgenza...».« Quale? «La variante di salvaguardia della fascia costiera che venne adottata dalla precedente amministrazione regionale e se non sarà approvata entro la fine dellanno andrà perduta per sempre, provocando così unaltra ferita alle aree più appetibili della costa». Senza parlare dei porticcioli. «Si pensa a soddisfare le pressanti richieste di seconde case e posti barca, ma tra qualche anno la situazione di alcuni centri rivieraschi consoliderà limmagine di una Liguria cementificata».