«Sono a Roma, al ministero. Come dice? Quell'architetto vuole querelarmi? Bene, sono felice, lo ringrazio e lo ricambio. Perché farò anche io come lui: lo denuncerò per la distruzione del patrimonio artistico e vandalismo. Avverto subito il mio avvocato». Ripensamenti? «Nessuno dice il polemista, ex sottosegretario ai Beni Culturali nel 2001-2002, già assessore alla cultura a Milano, confermato soprintendente di Venezia e curatore del Padiglione italiano alla Biennale, oltre che primo cittadino di Salemi (Trapani) . Appena ho un minuto di tempo libero preparerò una raccolta di immagini, di informazioni per consegnarle a 'Striscia'. Così tutto il mondo vedrà di che cosa si vanta questo signore. A quale livello si può arrivare. Uno che fa una cag...del genere». Sgarbi a Roma ha poi attaccato il nuovo (e per ora inattivo) palazzo di Giustizia di Firenze. «Si tratta di rivedere il senso dell'economia. Esempio: piuttosto che costruire l'orrido palazzo di Giustizia di Firenze è meglio restaurare la quantità infinita di palazzi, di ville. Manca la considerazione patrimoniale della cultura, anche se produrla costa moltissimo. Si dà per acquisito che la Scala costa 200 milioni all'anno salvo spiegare perché mettere lì quei soldi e non fare lo stesso agli Uffizi». Sgarbi ha lanciato una delle sue provocazioni: «Si dovrebbero eliminare 5 ministeri: Sviluppo economico, Infrastrutture, Beni Culturali, Turismo e Tesoro per farne uno solo: il ministero ciel Tesoro dei Beni culturali. E folle considerare il ministero dei Beni culturali un'istituzione che si occupa di beni marginali. Dovrebbe essere il primo d'Italia perché abbiamo il privilegio di una collezione a cielo aperto che in senso metaforico è come quella del Guggenheim».