Salta un tubo di Palazzo d'Accursio, visite sospese fino al 7 dicembre. Maraniello: «Un inconveniente, ci scusiamo" A Bologna piove sul bagnato. Negli ultimi tempi non ne va bene una. L'ultimo «inconveniente» riguarda la chiusura temporanea del Museo Morandi dovuta alla rottura di un tubo dell'impianto di riscaldamento di Palazzo d'Accursio che passa nel sottotetto, sopra una delle sale dello spazio espositivo dedicato al pittore bolognese. Un antipatico incidente che per fortuna non ha causato alcun danno alle opere del maestro. Visite sospese quindi da martedì scorso fino, presumibilmente, a quello successivo del 7 dicembre quando i lavori di manutenzione si saranno conclusi. In seguito all'infiltrazione d'acqua, scoperta domenica sera, le opere di quella sala, rimaste completamente indenni, sono state immediatamente messe tutte in sicurezza nei depositi e sono subito iniziati i lavori di ripristino della stanza parzialmente allagata: aggiustamento del tubo quindi e successiva imbiancatura delle pareti. Assai dispiaciuto del disagio sofferto dai potenziali visitatori, che hanno dovuto rimandare la visita, il direttore del Mambo, Gianfranco Marianello, responsabile anche del Museo Morandi rassicura che è stato fatto tutto quello che si doveva fare, insieme al direttore dei lavori pubblici, Rafaella Bruni, e all'ingegner Monaco, responsabile della sicurezza di Palazzo d'Accursio, «compreso il costante monitoraggio delle condizioni ambientali della sala (dove ieri c'erano 18) poiché sia gli shock termici sia i cambiamenti del tasso di umidità possono creare dei problemi alle opere». Ieri pomeriggio c'è stato anche il sopralluogo di Carlo Zucchini, garante del lascito di Maria Teresa Morandi, sorella dell'artista che donò le opere del fratello al Comune di Bologna con la precisa indicazione di allestire un museo a Palazzo d'Accursio, cosa che avvenne nel 1993 e dove sono esposti, in 11 sale, 62 dipinti, 18 acquerelli, 92 disegni, 78 acqueforti, due sculture e due lastre incise. Non è la prima volta che ci sono problemi agli impianti del Morandi, sistemato al piano nobile di Palazzo D'Accursio, che vennero sistemati nel controsoffitto nel 1993, quando venne aperto il Museo. Forse, dopo diversi anni, «bisognerebbe fare delle manutenzioni se non sono ancora state fatte», dice Marilena Pasquali, direttrice del Centro Studi. Il tema quindi non è tanto se Palazzo d'Accursio è uno spazio adatto per delle esposizioni, quanto invece se la struttura è in ordine. Cosa a cui dovranno far fronte i dirigenti preposti, magari con un occhio di riguardo alle sale museali, non solo del Morandi. Insomma, vista l'assenza di danni, siamo di fronte a uno spiacevolissimo incidente. «E giusto che la stampa sia attenta a raccontare inconvenienti, in questo caso non così grave», dice con una punta di polemica Marianello, «sarebbe però utile, per tutti, che segnalasse, ad esempio, anche le 5 copertine che la prestigiosa rivista Art Forum ha dedicato, dopo le mostre allestite al Mambo, ad altrettanti artisti: Ryan Gander 2006, Christopher Williams 2007, Wade Guyton e Giuseppe Penone 2008, Seth Price 2009. Farlo sapere ai bolognesi significa arricchire la narrazione di ciò che la città produce e propone». Insomma, non solo le rotture di tubi. Detto fatto.