Risvolti giudiziari per la vicenda del film della regista bulgara premiata alla Mostra Indagine della Corte dei conti, ma la fondazione si sente tranquilla: mai pagate le sue spese IL PROCURATORE «Siamo in una fase esplorativa» L'OSPITALITÀ Hotel Cipriani e cena a Torcello La procura regionale della Corte dei Conti del Veneto ha aperto un'inchiesta per accertare chi abbia pagato le spese di ospitalità dell'attrice e produttrice bulgara Michelle Dragomira Bonev e di una delegazione del suo Paese, in occasione della presentazione alla Mostra del cinema del suo film 'Good By Mama', patrocinata dal ministero per i Beni e le Attività culturali. «E' una fase ancora esplorativa per capire cosa è successo - ha precisato il procuratore Carmine Scarano - Stiamo procedendo per gradi». L'inchiesta ha l'obiettivo di accertare se vi siano irregolarità e se sia ipotizzabile un danno erariale per le casse di qualche ente pubblico. Secondo il ministro della Cultura bulgaro, Vezhdi Rashidov, le spese di viaggio e soggiorno - circa 400 mila euro per una quarantina di persone - sono state a carico della parte italiana. Il ministro Sandro Bondi ha smentito che a pagare sia stato il suo dicastero e Michelle Bonev sostiene che a saldare il conto di viaggio, cene e hotel è stata la sua società 'Romantica Entertainment srl'. La Biennale non rilascia dichiarazioni ufficiali, ma se verrà chiamata in causa direttamente o sentita dalla magistratura contabile ribadirà la sua estraneità all'organizzazione e alle relative spese sostenute per la delegazione bulgara. Il premio conferito al film della Bonev era un premio speciale di un riconoscimento collaterale, 1"'Action for women", assegnato dalle deputate del parlamento europeo a un cortometraggio pubblicato su Youtube sul tema della violenza alle donne. A margine di questo riconoscimento, dunque, alla Mostra del cinema venne organizzata la cerimonia di premiazione del film della Bonev. E come tutti gli eventi collaterali della Biennale, anche questo non rientrava nel cartellone ufficiale e quindi non ha gravato sui costi della fondazione veneziana, che si limita solo a mettere a disposizione la "vetrina" della Mostra. La Biennale si chiama fuori, dunque, dalle spese per l'ospitalità del soggiorno veneziano della nutrita delegazione bulgara, che si è divisa tra hotel Cipriani per il pernottamento e la locanda Cipriani a Torcello per una cena. Cena il cui conto, peraltro, risulterebbe pagato dagli stessi bulgari e non dalla Biennale, né dal ministero dei Beni culturali.