Popper (Pdl) a Buratti: «La Regione ha rilevato le stesse carenze da noi denunciate invano» Sono state cancellate le abitazioni nella fascia vicino all'ex lago di Porta «Quello che doveva essere il fiore all'occhiello tra le promesse dell'Amministrazione Buratti - il piano prima casa - rischia di naufragare e di non vedere nemmeno la luce prima della fine del mandato della giunta di "Amo il Forte". E la cosa strana è che tutto rimanga nel silenzio e che nessuno paghi politicamente e amministrativamente questo disastro». Ad affermarlo è il candidato sindaco del Pdl, James Popper. «Le osservazioni avanzate dalla Regione - spiega - dicono in buona sostanza che il piano di Buratti c. è tutto da rifare, ed è rilevante che ciò che è stato stigmatizzato dall'ente regionale oggi, sia del tutto simile a quello che avevamo denunciato già noi come Pdl». «A suo tempo, in Consiglio comunale avevamo detto che il piano era carente della "relazione di incidenza" - continua Popper - in quanto alcuni interventi ricadono nelle adiacenze del Lago di Porta. Il problema era stato sollevato perché l'assenza di tale studio avrebbe reso annullabile per legge il piano. E ovviamente la Regione non poteva non rilevare questa carenza e, per evitare l'annullamento, in modo benevolo si è limitata a dire che gli interventi adiacenti il Lago di Porta dovranno essere cancellati dal piano. La stessa Regione ha rilevato poi la non adeguatezza con i piani sovraordinati: con il piano di indirizzo territoriale e, per parte nostra, anche con le previsioni del Piano Strutturale; il "prima casa" risulta anche carente degli studi di valutazione sugli impatti paesaggistico-ambientali; le indagini risultano carenti dei pareri degli enti gestori (idrico e di depurazione) e degli studi sui flussi di traffico come prevede il Piano di indirizzo della Regione». A Firenze - continua Popper - sono poi entrati anche nel merito della scelta delle aree edificabili che mancano di appropriati studi che ne giustifichino le possibili trasformazioni. Si tratta, come avevamo detto pure noi, della scelta di rendere edificabili in modo indiscriminato e in contrasto per questo anche con il Piano Strutturale, le zone lungo la via Vico e via Emilia che nel Regolamento rbanistico ereditato da questa maggioranza di sinistra e ambientalista erano classificate di "valenza ecologica". E non basta. La Regione ha posto anche un problema di compatibilità tra il piano prima casa e il Regolamento urbanistico rilevando una macroscopica carenza amministrativa e urbanistica che per essere sanata dovrà necessariamente prevedere una riadozione del "prima casa". L'Amministrazione Buratti sull'unico provvedimento urbanistico di cui vanta il merito ha clamorosamente fallito: il Piano casa è sbagliato sotto tutti i profili, tecnico, giuridico, culturale, politico e amministrativo. Insomma è tutto da rifare con gran pace di quei cittadini che avevano creduto nella possibilità di risolvere in tempi brevi il problema della prima abitazione. E proprio per costoro siamo dispiaciuti, visto che in Consiglio comunale il nostro gruppo, per la parte del "prima casa", aveva dato il proprio sostegno». «Adesso non si può più correre ai ripari cercando di aggiustare in qualche modo un progetto pasticciato, nato su presupposti sbagliati, anche perché i rilievi mossi dalla Regione (salvo qualche pericolosa alchimia giuridica) potranno essere messi a posto solo attraverso la predisposizione di nuovi studi (e chi paga?) e certamente con una riadozione del Piano Prima casa».