Sessanta giorni di tempo per giustificare eventuali violazioni paesaggistiche IMPERIA - Verificare gli effetti delle «violazioni» e stabilire se si debba «procedere al ripristino dello stato dei luoghi». Ossia: demolire perché abusivi parte dei moli, delle banchine e degli edifici del porto turistico più grande del Mediterraneo. Questa volta è il ministero dellAmbiente ad aver aperto uninchiesta che mette una seria ipoteca sullopera da 1400 posti barca, già al centro dellindagine giudiziaria della procura che ipotizza un accordo politico affaristico sullaffidamento della concessione demaniale, tra lex ministro Claudio Scajola e il costruttore Francesco Bellavista Caltagirone, a scapito della parte pubblica qui rappresentata dal Comune. Il ministro Stefania Prestigiacomo, attraverso il direttore generale del settore Valutazioni Ambientali, Mariano Grillo, ha incaricato lArpal Liguria di «accertare la conformità al progetto ed il rispetto delle prescrizioni a suo tempo impartite con il decreto Via, circa le modifiche progettuali intervenute e le opere comunque realizzate... ». Cosa ha scoperto il ministero dopo la richiesta di accertamento, avanzata alcuni mesi fa dalla Regione Liguria a fronte dello stillicidio di varianti e modifiche progettuali effettuate dalla Porto di Imperia spa? Che rispetto al progetto che aveva ottenuto lapprovazione della Via, la Valutazione di Impatto Ambientale, quello poi realmente sviluppato ha realizzato «modifiche che dovevano essere valutate da questo ministero, quanto meno nellambito di una procedura di verifica di assoggettabilità alla procedura Via». Le importanti «modifiche strutturali» riguardano moli e banchine che «ampliano le darsene interne, in particolare quella di San Lazzaro, introducono una nuova colmata nel porto Maurizio» e comportano unaltra serie di modifiche di peso, «ampliando la capacità recettiva dellintero porto, variando il piano degli ormeggi e modificando la sagoma e la localizzazione degli edifici». Nel documento che il ministero ha inviato a tutti gli enti interessati (Comune, Capitaneria, Arpal, Regione), la direzione generale per le Valutazioni Ambientali evidenzia come le opere che avrebbero dovute essere sottoposte a verifica «risulta che gran parte sono già state realizzate». E poi stigmatizza la pochezza documentale ricevuta dal Comune e dalla Porto di Imperia spa: «La documentazione consegnata non contiene gli elaborati progettuali che illustrino lassetto generale del porto e la diversa conformazione delle due darsene...né contiene elaborati che identifichino gli impatti derivanti dalla riorganizzazione dellarea portuale. Di conseguenza non sono definibili le variazioni intervenute». Il ministero invita poi la capitaneria di Imperia «a fornire le osservazioni in merito alla mancata sottoposizione alle vigenti procedure in materia di Via». Il procedimento avrà termine decorsi 60 giorni dal ricevimento della documentazione che dovrà pervenire entro un mese da ieri. Giorni cruciali quindi, per lo scalo imperiese. Tanto più che, entro il 16 dicembre, la Porto di Imperia (tre quote suddivise tra Bellavista Caltagirone, imprenditori locali e il Comune) dovrà rispondere, carte alla mano, al settore Porti e Demanio del Comune di Imperia, diretto dallingegner Pierre Marie Lunghi, che, tra i mugugni della maggioranza consiliare di centrodestra, ha avviato la procedura di revoca della concessione come già ipotizzato dalla commissione regionale di Verifica e Collaudo. Ancora una volta è la scarsità di documenti forniti la causa della clamorosa decisione. La Porto di Imperia infatti non avrebbe mai giustificato con carte ufficiali laumento dei costi sostenuti nella realizzazione della struttura. La revoca della concessione cinquantennale è una possibilità remota seppur concreta, ma nel frattempo è linchiesta del ministero che potrebbe portare guai altrettanto, se non più gravi.
LIGURIA - Porto di Imperia, il siluro del governo. Il ministero dellAmbiente: opere non autorizzate, alcune potrebbero essere da demolire
Il ministero dellAmbiente ha aperto uninchiesta sulla Porto di Imperia, accusando la società di aver realizzato modifiche strutturali senza giustificazione. Le modifiche riguardano moli e banchine, ampliando le darsene interne e introducendo una nuova colmata nel porto. Il ministero ha richiesto al Comune e alla Porto di Imperia di fornire documentazione per verificare la conformità al progetto. Il procedimento avrà termine entro 60 giorni. La Porto di Imperia è stata accusata di aver realizzato opere senza valutazione ambientale, e il ministero ha richiesto la revoca della concessione. La decisione della revoca è ancora remota, ma linchiesta potrebbe portare guai alla società.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo