Via alla mostra "'O vero, Napoli nel mirino" Poliziotti, ultras, femminielli: un album di foto tra la cronaca e la finzione Al grido di una delle tipiche espressioni dialettali partenopee il museo Madre inaugura alle 19 la mostra fotografica "O vero! Napoli nel mirino", a cura di Mario Codognato, Eduardo Cicelyn e Giovanni Fiorentino (via Settembrini 79, fino al 10 gennaio). Un doppio evento che prevede anche una festa dal titolo "Ave Madre", organizzata nella sala polivalente a piano terra, con la musica di Ciro Cacciola e Marika Crescenzi e il vj set di Sandro Sigilli. Si potrà partecipare inoltre a una piccola cena preparata dallo chef del museo Andrea Barbato (costo 12 euro). Tutto fino alle due del mattino per una no-stop di arte, musica e divertimento. Il museo si fa portavoce di una nuova progettualità con e sulla città. «Ricominciamo da Napoli. Con una mostra e una festa», scrivono i curatori. «Grazie allamicizia e alla solidarietà di artisti, professionisti, imprese, collezionisti, è stata prodotta "O Vero! Napoli nel mirino". Tutti hanno aderito al progetto contribuendo a sostenerlo in prima persona. Nel mostrare Napoli oggi, tra realtà e verità fotografica, questa mostra assume per il museo Madre un valore del tutto particolare. Si torna a produrre cultura, riflettendo sulla realtà anche drammatica che è intorno a noi, e lo si fa in modo positivo, mettendo in campo energie e collaborazioni nuove, guardando in avanti e puntando con fiducia sulla capacità di aggregazione che il museo darte contemporanea può esercitare nella nostra città». La mostra presenta una galleria di immagini a firma di un numeroso gruppo di artisti, napoletani e non: Aniello Barone, Peppe Avallone, Cecilia Battimelli, Monica Biancardi, Antonio Biasiucci, Stefano Cerio, Agenzia Controluce, Luciano DAlessandroMichele Gandin, Bruno del Monaco, Martin Devrient, Fabio Donato, Luciano Ferrara, Gianni Fiorito, Raffaela Mariniello, Lucia Patalano, Oreste Pipolo, Luciano Romano, Mario Spada, Luigi Spina e Paul Thorel. La forza degli scatti fotografici, più di altre pratiche dellarte, diventa lo strumento per raccontare di Napoli, il miracolo di incontrare una realtà che, se arriva alla verità, è sempre per eccesso. "'O Vero!" è lintercalare abituale dei napoletani nel manifestare stupore e incredulità. Le foto dei 20 artisti selezionati puntano lobiettivo sulla città, caratterizzata da sempre da forti contraddizioni, luci e ombre. Immagini che restituiscono architetture, scene e personaggi tra loro completamente diversi. Si va dallo schieramento di polizia in difficoltà davanti ai fuochi dartificio - simbolo della mostra al popolo degli ultras, i "femminielli", le montagne dimmondizia, gli attori, i registi, gli sposi, i fantasmi, i morti ammazzati. Un album di foto che giocano tra finzione e realtà. È una mostra si direbbe "politically correct", che cerca di dirci, al di là della drammatica attualità che Napoli sta vivendo in questi ultimi anni, «che qualcosa rimane, e che questo qualcosa è la volontà di guardare le cose in faccia - spiegano i curatori -, di non mentirsi e di non lasciare che ancora ci si menta. E che su questo si può costruire, da questo si può ricominciare a lavorare sul futuro».