La decisione del ministro dopo gli ultimi crolli NAPOLI Ritorna la Soprintendenza autonoma di Pompei, con poteri più incisivi per la tutela del sito: piano straordinario di manutenzione con aumento di personale tecnico e invio immediato di una squadra di architetti, archeologi e operai specializzati per realizzare tutti gli interventi necessari. Questi i punti del provvedimento d'urgenza che il ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, presenterà in uno dei prossimi Consigli dei ministri. Il provvedimento, che è stato deciso al termine di un incontro tra Bondi, il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro. La Soprintendenza era stata accorpata a quella di Napoli nel 2007, su iniziativa di Francesco Rutelli, all'epoca ministro per i Beni Culturali. Ad aprile di quest'anno, poi Bondi aveva nominato Fiori commissario straordinario e aveva annunciato «una nuova forma di governance per la valorizzazione degli scavi con la collaborazione di privati ed enti locali». L'iniziativa del ministro arriva dopo il disastroso crollo della casa dei gladiatori, la Schola Armaturarum, avvenuto il 6 novembre, a 48 ore dal cedimento parziale di muri avvenuto nella casa del Moralista lo scorso 30 novembre e a sole 24 ore dai segnali allarmanti provenienti da una bottega della via Stabiana e dalla casa del Lupanare piccolo. Proprio ieri, a Pompei, c'è stato il sopralluogo degli ispettori dell'Unesco, per verificare che cosa stia accadendo nel sito archeologico più celebre al mondo. La visita degli archeologi francesi Alix Barbet, direttore di ricerca del Cnrs, esperta di mosaici ed autrice di diverse pubblicazioni su Pompei e sull'antica Stabiae, e Jean Pierre Adam è cominciata dall'edificio di via dell'Abbondanza, dove erano custodite le armature degli aderenti ad un'associazione militare. Ai due archeologi si è aggiunto Christopher Young dell'Unesco World Heritage Centre, un esperto di gestione del patrimonio culturale. Gli esperti si sono trattenuti nel sito archeologico fino a pomeriggio inoltrato. Sono stati accompagnati nella visita dalla Soprintendente ad interim di Pompei, Jeannette Papapdopoulos, e dal direttore degli Scavi, Antonio Varone. Sui risultati del sopralluogo riserbo assoluto. Continua a dividere, intanto, l'ipotesi cara a Bondi di una Fondazione per il sito archeologico di Pompei, sul modello di quanto è stato già realizzato a Torino, per il Museo Egizio. Nettamente contrari i sindacati che rappresentano i 592 dipendenti della Soprintendenza, 165 dei quali sono custodi. Pollice verso anche da parte del Pd. Quest'ultimo chiede, per bocca di Matteo Orfini, responsabile Cultura ed Innovazione, che il progetto della Fondazione sia completamente abbandonato e che si ragioni su regole trasparenti e su investimenti più sostanziosi.