La cultura come "pretesto" per fare sistema nel Nordest. E, paradossalmente, la vera motivazione del lancio ufficiale della candidatura di Venezia a "Capitale europea della Cultura per il 2019" - con l'appoggio delle Regioni Veneto, Friuli-Venezia Giulia (con Trieste in testa) e delle Province autonome di Trento e Bolzano, che ieri in laguna, nel Salone da Ballo del museo Correr hanno costituito il Comitato fondatore per la proposta. «La candidatura - ha sottolineato l'assessore alla Cultura del Friuli Venezia Giulia, Elio De Anna, - parte dal concetto di un Nordest zona baricentrica rispetto a tutta all'area sudorientale. Noi pensiamo di poter dare un contributo importante, sicuri che la ricaduta sarà altrettanto significativa anche a livello economico e turistico». Perchè - come ha ricordato anche ieri il sindaco Giorgio Orsoni e prima di lui il presidente della Provincia di Bolzano Luis Durnwalder - Venezia è già una capitale europea della cultura, e non sarà, quindi, il "bollino" a validità annuale dell'Unione Europea a certificarlo. E lo stesso Veneto - come ha detto il presidente della Regione Luca Zaia - è già, largamente, la prima regione italiana per presenze turistiche. E allora la reale ragione della candidatura di Venezia e Nordest per il 2019 va cercata altrove. «Non vuol essere un'autocelebrazione - ha aggiunto Zaia, - ma la comunicazione di questo grande valore della città diffusa, impropriamente chiamata Nordest, ed è per questo che crediamo fortemente nella sfida. Può darci un valore identitario, e questa città diffusa pub diventare per la prima volta realtà visibile, valorizzando le sue eccellenze culturali. Questa candidatura non è elemento di negoziazione con la pessima figuraccia fatta con le Olimpiadi, ma fa storia a sé. Ritengo ci voglia coraggio a pensare a livello nazionale a una candidatura alternativa a Venezia. Se poi cercano la rissa, stavolta la troveranno...». Una candidatura, dunque, "pensata" più a uso interno che per l'estero e un passo-chiave del protocollo d'intesa firmato ieri al museo Correr dice che tra i suoi obiettivi c'è quello di «qualificare e valorizzare il territorio per contribuire ad attrarre investimenti, iniziative imprenditoriali, attività innovative ad alto valore aggiunto». «Il significato più profondo di questa candidatura - ha sottolineato il primo cittadino di Venezia Giorgio Orsoni, - è quello di Venezia come ponte tra il territorio e il resto del mondo. Credo che non sarà una passeggiata e che ci troveremo competitori agguerriti, ma sono anche convinto che una candidatura come la nostra si ponga in posizione privilegiata». Il sistema dovrà funzionare anche sul piano della mobilità in vista di Venezia 2019, dal sistema metropolitano ferroviario regionale all'Alta Velocità. «L'idea progettuale dell'alta capacità e dell'alta velocità - ha detto il governatore del Veneto Zaia, - significa per noi un'ulteriore modalità di attraversamento est-ovest e la portiamo avanti, ma senza prove muscolari, bensì in accordo con le comunità interessate». Il protocollo d'intesa per la candidatura veneziana è stato firmato oltre che da Orsoni e Zaia dal presidente della Provincia di Venezia Francesca Zaccariotto, dal presidente delle Provincia di Bolzano Luis Durnwalder, nonchè dall'assessore alla Cultura della Provincia di Trento, Franco Panizza, e dall'assessore al Cultura del Friuli Venezia Giulia Elio De Anna. L'iter proseguirà ora con la nomina del comitato scientifico e con l'individuazione delle iniziative culturali per "gestire" la candidatura. La scelta nel 2013. E stavolta niente scherzi.