Carlo Fuortes è Amministratore delegato Musica per Roma I dati dimostrano che l'impresa privata è sempre più coinvolta nel sistema culturale del nostro Paese. E' un grande successo e sarà uno dei "motori" di sviluppo futuro del settore. La Fondazione Musica per Roma ne è la testimonianza: nel 2010 più di dieci milioni di euro, un terzo del budget, provengono dal mondo imprenditoriale. Con i finanziamenti privati e la biglietteria finanziamo tutta l'attività culturale prodotta. Ma è sbagliato pensare che i finanziamenti. delle imprese possano un giorno sostituire interamente i finanziamenti pubblici. Con il finanziamento pubblico paghiamo la manutenzione delll'Auditorium, le utenze, la pulizia, la guardiania. Sarebbe veramente impossibile trovare uno sponsor disposto a finanziare queste spese. La cultura, in quanto ricerca, sperimentazione e innovazione non è mai stato un "prodotto di mercato". Due esempi. L'attuale crisi degli Enti Lirici è la replica-esatta di quanto successo nel 1867 con la prima crisi finanziaria del nuovo Regno d'Italia quando la Camera dei Deputati cancellò le sovvenzioni governative che erano in vigore e si aprì una stagione di crisi dei teatri d'opera che portò alla chiusura di qualcuno di questi.. Passando all'oggi, negli Stati Uniti il governo sostiene il sistema culturale con cifre molto superiori a quelle dello Stato Italiano. Nel 2009 solo con riferimento alle donazioni private, senza considerare il valore delle sponsorizzazioni, il costo per il Governo Federale è stimabile in circa 4 miliardi di dollari. Più del doppio dell'intero budget del nostro Ministero della Cultura. Il finanziamento privato potrà solo in parte sostituire quello pubblico. Senza un serio impegno dell'amministrazione pubblica, il rischio è che lo sforzo dei privati sia del tutto vano.