Il 48 per cento delle nostre aziende ha investito almeno una volta in cultura per un totale di quasi tremila milioni di euro Ma il 52 ha deciso di ridurre l'impegno "Se tremila milioni di euro vi sembrar pochi". E' lo slogan con cui si è aperta ieri a Milano la giornata di studi "Arte e cultura", durante la quale l'Associazione Civita ha presentato i risultati della ricerca sugli investimenti nel settore (compresi anche spettacolo e sociale) delle aziende italiane. No. Tremila milioni di euro non sono sembrati pochi a nessuno. Anzi. Un'enormità! E non sembra irrilevante neanche il dato che riguarda il coinvolgimento delle aziende: il 48 per cento ha investito almeno una volta in cultura negli ultimi tre anni. Anche se tra esse, il 52,8 per cento ha intenzione di ridurre questo impegno. Un connubio che comunque ha generato, almeno finora, investimenti compresi tra i 2.500 e i 3.000 milioni di euro. Una questione di assoluto rilievo. E che ha portato intorno al tavolo del summit nella sede del "Sole 24 Ore" professionisti e studiosi per un confronto sulle problematiche di fund raising, legami tra cultura e imprese, misurabilità dell'indotto culturale, politiche territoriali, logiche di sistema tra istituzioni e imprenditoria perla gestione dei beni culturali. Temi indiscutibilmente attuali. I tagli della recente manovra finanziaria rischiano di compromettere l'attività distintiva e competitiva del Made in Italy: diventa quindi urgente per imprenditori e amministratori culturali interrogarsi su quale sia il potenziale del patrimonio italiano, in termini di indotto e di crescita, e se esistano strumenti alternativi ai finanziamenti statali. Qual è l'effettivo impegno economico delle imprese italiane in cultura? Cosa frena gli investimenti? Quali condizioni ne favorirebbero l'aumento? II centro Studi G. Imperatori dell'Associazione Civita ha dato le sue risposte, presentando i dati raccolti in base a un campione di 1.500 imprese con più di nove dipendenti (su un totale nazionale di 239.500, riferimento 'stati Asia 2008). Ma hanno risposto, con gli interventi riportati qui accanto, il presidente di Enel, Piero Gnudi, azienda in partnership con il Macro per le attività del Museo; Giovanni Butitta, responsabile delle relazioni esterne di Terna, tra le aziende sponsor del museo MAXXI; Carlo Fuortes, amministratore delegato dell'Auditorium e professore di Economia della Cultura all'Università RomaTre. Dall'indagine, che prende in esame 100 imprese selezionate perché già sensibili alla comunicazione culturale, emerge che il 48 per cento ha investito nel settore negli ultimi tre anni. Che più della metà delle aziende interessate sono attive al Nord, mentre le altre sono ugualmente distribuite tra Centro e Sud. Maggiore attenzione viene riservata a mostre ed eventi che si accaparrano il 39 per cento della fetta, superando di gran lunga le sponsorizzazioni per restauri di monumenti (10-15 per cento). La Musica moderna raccoglie le preferenze più significative rispetto ad altre forme di spettacolo come la danza, il teatro e la musica classica. In generale la scelta del progetto è sostanzialmente legata agli indici di visibilità sui media o alla creazione di contatti. Ma tutte le aziende chiedono ai beneficiari degli investimenti una collaborazione continuativa nel tempo e non una partnership occasionale. IL MACRO Il Museo d'Arte Contemporanea di Roma inaugura con l'opera vincitrice del premio Enel "Il torso", l'opera di Ettore Spalletti, vincitrice del Premio Terna, presentata ieri L'AUDITORIUM Due terzi del budget del Parco della Musica è autofinanziato. Il resto, da contributi pubblici
Cultura imprese
L'Associazione Civita ha presentato i risultati di una ricerca sugli investimenti delle aziende italiane nel settore della cultura. Il 48% delle aziende ha investito almeno una volta in cultura negli ultimi tre anni, con un totale di quasi 3.000 milioni di euro. Tuttavia, il 52,8% delle aziende ha intenzione di ridurre questo impegno. Le aziende che hanno investito in cultura sono principalmente attive al Nord, con un 39% delle sponsorizzazioni per mostre ed eventi. La musica moderna è la forma di spettacolo più apprezzata, seguita dalla danza e dal teatro. Le aziende chiedono una collaborazione continuativa con i beneficiari degli investimenti, non una partnership occasionale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo