Continuità nei finanziamenti per la tutela e il restauro degli edifici e, accanto, una robusta promozione della «civiltà» delle Ville venete come meta turistica e, prima ancora, culturale. È questo l'appello rivolto al ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani che oggi sarà a Villa Contarmi di Piazzola sul Brenta per ricevere il Premio Villa Veneta, attribuito ogni due anni ad autorità (civili e militari), a proprietari e giornalisti che abbiano contribuito alla valorizzazione di questo inestimabile patrimonio, peculiarmente veneto. L'appello giunge dall'istituzione che da 46 anni cura e sostiene i privati nella conservazione degli edifici storici, l'Istituto regionale Ville venete. «In questi anni abbiamo impegnato oltre 30 milioni di euro intervenendo su 1700 ville -spiega il direttore dell'Istituto, Maurizio Gasparin - e il bando triennale 2003-2005 stanzia, grazie anche a fondi statali, contributi ai restauri per circa 10 milioni di euro, sotto forma di mutui». Dallo Stato sono arrivati negli ultimi due anni (con il rifinanziamento della legge 23391) due milioni di euro, cui si aggiungono gli interessi dei mutui che rappresentano la base patrimoniale dell'ente. «Ciò che serve è la continuità - aggiunge Gasparin - basterebbe poter contare su almeno due milioni l'anno per i prossimi dieci anni, in modo da poter programmare gli interventi». Accanto ai salvataggi in ex-tremis di ville in grave stato di conservazione (tra le urgenze, Villa Lippomano a San Vendemiano) serve infatti una manutenzione costante di un patrimonio che conta oltre tremila edifici storici vincolati, tra cui opere di architetti famosi come Palladio o Sansovino. «Un bene unico, espressione di una vera e propria civiltà», osserva la contessa Ricciarda Avesani presidente dell'Associazione Ville venete, prendendo a prestito il titolo dell'opera di Gilberto Muraro (Civiltà delle Ville venete), vera pietra miliare nella riscoperta della trama preziosa che le dimore storielle hanno intessuto a doppio filo con la cultura della regione. «Insieme agli sforzi, enormi, che ogni proprietario compie per preservare la propria villa, va però compiuto uno sforzo culturale ed è qui - aggiunge la presidente - che può intervenire anche la parte pubblica. A mio avviso è lo Stato che si deve preoccupare di promuovere la civiltà delle Ville venete, in Italia e all'estero». Un messaggio culturale, ma con un occhio rivolto anche al turismo perché la rete delle Ville sia prima di tutto conosciuta e poi, perché no, anche visitata. «Il sogno che muove la nostra associazione, dove si lavora su base puramente volontaria, è proprio quello di far conoscere anche al vasto pubblico la ricchezza che questa terra possiede. Dalla conoscenza arriva poi il sostegno». Non a caso in questi mesi l'Associazione sta contattando uno ad uno i sindaci delle città venete dove sorgono le ville (sono 500 i comuni interessati, per così dire, dal «fenomeno»). «Sono i primi interlocutori, dal momento che sono le amministrazioni comunali a redigere i Piani regolatori. I sindaci -prosegue la contessa Avesani - possono difendere le ville da chi chiede di costruire strade o aree industriali a ridosso, promuovendone al tèmpo stesso la tutela». Batte sul tasto culturale e promozionale anche lo stesso Istituto regionale Ville venete che sta per inaugurare il Museo della civiltà delle ville, a Piaz-zola sul Brenta. «Villa Contarini -spiega Maurizio Gasparin - diventerà così un centro di servizi per la promozione del patrimonio delle ville, il primo nucleo è già pronto e aprirà nel 2005 con l'allestimento della mostra sulle ville 'Da Petrarca a Scarpa', poi procederemo con gli altri stralci". E il ritornello è il medesimo: "Cerchiamo e attendiamo finanziamenti».