BARI - Per Punta Perotti è iniziato il conto alla rovescia. La legge delega sull'ambiente votata dal Senato giovedì scorso va proprio in direzione dell'abbattimento dell'ecomostro situato in fondo al lungomare, da anni al centro di complesse vicende giudiziarie e delle proteste degli ambientalisti. Sicuramente, se quei palazzoni verranno giù per poi riqualificare tutta la zona, come assicura il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani, la città ne guadagna in tutti i sensi. Chi ci rimette, invece, sono i costruttori (Matarrese, Andidero e Quistelli) cbe, pur essendo stati assolti in sede giudiziaria per non aver commesso alcun abuso edilizio, si trovano con questa nuova legge di fronte all'impossibilità d'incassare un risarcimento milionario, che pure sembrava già essere nella logica delle cose. Trattandosi di una legge e non di un provvedimento amministrativo, che tiene in considerazione «il grave pregiudizio arrecato al paesaggio» -così come recita il comma 32 del maxiemendamento approvato dal Senato -, non sembra esserci grande spazio di manovra per far quadrare i conti di chi, in buona fede e con tutte le carte in regola («all'epoca non venne nemmeno chiesta l'autorizzazione paesaggistica perché la zona non era sottoposta a vincolo», ricorda il direttore regionale dei Beni culturali Gianmarco Iacobitti), decise di innalzare quei tre palazzoni proprio di fronte al mare, quasi togliendo l'aria e il sole alla vicinissima spiaggia di Torre Quetta. Insomma, quando la legge verrà licenziata anche dalla Camera dei deputati, per i costruttori non ci sarà più nemmeno la speranza di poter ottenere un qualche risarcimento. Da sinistra, ovviamente, arriva tutta la soddisfazione possibile per quel che la legge prevede, anche se non manca qualche ulivista come l'assessore comunale all'urbanistica Ludovico Abbaticchio a rimproverare «il ritardo con cui il Governo ha inteso muoversi». Mai contenti... Eppure, con questa nuova legge la maggioranza di centro-sinistra potrà finalmente metter mano alle ruspe e buttare giù l'ecomostro. Dal momento dell'entrata in vigore della norma legislativa, il Comune avrà 60 giorni di tempo per procedere. Altrimenti, in caso di inerzia, interverrà la Regione esercitando poteri sostitutivi. Ma, se anche questa dovesse mostrarsi inadempiente, sarà direttamente il ministero dei Beni culturali a provvedere all'abbattimento, utilizzando le strutture tecniche dell'Esercito. Certo, ora a Bari ci s'interroga su ciò che potrà diventare la zona di Punta Perotti una volta che sarà stata liberata dai palazzoni. Il ministro Urbani non lascia molto spazio alla fantasia e spiega: «D'intesa con la Regione Puglia e il Comune, dopo aver sentito il ministero dell'Ambiente, si procederà all'elaborazione del progetto di recupero e riqualificazione paesaggistica dell'area». Buona intenzione. Ma di buone intenzioni, si sa, è lastricata la via dell'inferno. Chissà, nel frattempo, quanti altri fantasmi si agiteranno su quel grande spiazzo in fondo al lungomare quando l'avranno liberato dal ' mostro". Ma è meglio non pensarci.
L'ecomostro di Punta Peroni andrà giù
Il governo ha approvato una legge delega sull'ambiente che prevede l'abbattimento dell'ecomostro situato in fondo al lungomare di Bari, zona di Punta Perotti. La legge è stata approvata dal Senato e ora attende l'approvazione della Camera dei deputati. I costruttori che hanno costruito i palazzoni vicino al mare potranno ottenere un risarcimento, ma non se la legge verrà approvata. Il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani ha spiegato che il progetto di recupero e riqualificazione paesaggistica dell'area sarà elaborato con la Regione Puglia e il Comune.
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