La Sovrintendenza: «Giù per la perdita di coesione della malta, troppe precipitazioni». Il ministro accelera sulla fondazione Sulla Campania continua a cadere la pioggia e sugli scavi di Pompei continuano a cadere muri. Uno stillicidio, anche a non considerare gli smottamenti prima dell'estate e la caduta di una trave nella casa di Giulio Polibio il 29 settembre. Il 6 novembre il cedimento più ingente, che ha interessato la Schola Armaturarum; martedì lo sbriciolamento di un muretto grezzo di sei-sette metri nel giardino della "Casa del Moralista"; ieri mattina, poco prima delle 7.30, l'ultimo crollo all'interno dell'area archeologica. SENZA AFFRESCHI Stavolta a venire giù sono stati due muri, per fortuna senza affreschi. Lungo la via Stabiana ha ceduto, per una altezza di circa due metri e una larghezza di circa tre nella sua parte superiore, un muro grezzo (in opus incertum) con funzione divisoria tra i civici 1 e 2 della Regio VII, insula 2. Mentre contestualmente è stato rilevato dalla Soprintendenza anche il cedimento della parte superiore della parete d'accesso di un piccolo ambiente laterale di servizio della domus cosiddetta "del lupanare piccolo", nella Regio IX, insula 5, numero 16, chiusa al pubblico. «Le cadute di tali parti murarie», si legge in una nota ufficiale, «vanno verosimilmente riportate alla perdita di coesione della malta antica che le legava a seguito delle martellanti piogge di questi giorni». Per quanto possibile, si cerca di minimizzare. «Sono episodi possibili nel corso della vita di un vasto sito archeologico di duemila anni», sottolinea la soprintendente Jeannette Papadopoulos, «non devono generare allarmismo né casi sensazionalistici». E il ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, che ha convocato per il pomeriggio di o una riunione al Mibac per la costituzione di una Fondazione di diritto privato per la gestione di Pompei, con l'obiettivo di separare la gestione storica-archeologica da quella amministrativa e finanziaria, si scaglia contro «la spaventosa strumentalizzazione» di un'opposizione che è «senza principi, senza onestà politica e intellettuale e senza rispetto per la verità e le persone». SITUAZIONE GRAVE Ma la gravità della situazione, al di là delle possibili responsabilità, è sotto gli occhi di tutti. Complici le piogge, ma Giove Pluvio c'è sempre stato, mica stiamo parlando di Adulis in Eritrea, tutti i 44 ettari dell'area sono a rischio. A mancare, da troppo tempo, è la manutenzione ordinaria, fatta da manodopera specializzata. DAI GLADIATORI AL LUPANARE Dall'alto, il crollo di ieri alla casa del Ristorante o Piccolo Lupanare; il muro perimetrale della Casa del Moralista che ha ceduto due giorni fa (la domus però è chiusa da sempre al pubblico e non si sono registrati danni agii affreschi interni) e il crollo della Casa dei Gladiatori verificatasi il 6 novembre scorso. I continui crolli sarebbero dovuti alle abbondanti pio e di questi giorni. Oltre che a decenni di incuria.