UN disastro per la Campania il condono siile aree protette, anche se resterà la possibilità di abbattere i cosiddetti «eco-mostri»: l'allarme parte dagli assessori della Regione, Marco Di Lello, e della Provincia, Francesco Borrelli, e trova il pieno consenso delle associazioni ambientaliste. DÌ Lello arriva a chiedere una mobilitazione generale dando appuntamento ai cittadini campani per una manifestazione davantia Montecitorio. «Chi fino a oggi se ne è infischiato delle norme - sostiene il direttore regionale di Legambiente; Arena Bavarese pagando cifre relativamente modeste per i) condono potrà rivendere la Villa a piccò sul mare o l'appartamento in pieno centro storico (naturalmente abusivi) a cifre da capogiro». Un business che potrà fruttare diversi milioni di euro. Per comprenderne la dimensione bisogna considerare che in Campania ci sono almeno ventiquattro aree che godono di forme diverse di protezione. In tutte bisogna rispettare dei vincoli precisi per costruire. Sono nove i parchi regionali, due quelli nazionali, quattro le riserve naturali, e almeno nove le zone di particolare tutela paesaggistica sulla base del cosiddetto Codice Urbani. E alcune zone sono ritenute dalla Unione Europea praticamente intoccabili. Tante le aree superprotette: le penisole Sorrentina e Amalfitana, Vivara, i Campi Flegrei. Ber non parlare dell'area del Parco del Vesuvio dove alla tutela del paesaggio si uniscono esigenze di sicurezza: sono diciotto i Comuni blindati. Ora su tutti questi tenitori sarà possibile sanare gli abusi. Si prevede che entro il 31 gennaio, termine previsto dalla legge, i Comuni saranno sommersi dalle richieste di condono. «Saranno migliaia i piccoli abusi condonati - dice Anna Bavarese -. Pensiamo ad esempio a Ischia ai Campi Flegrei, a Precìda, alls Penisola Sorrentina, alle zone turistiche in generale, dove sarà sempre più difficile arginare lo stravolgimento del territorio». Di qui la reazione durissima dell'assessore all'Urbanistica Marco Di Lello: «Faremo di tutto per arginare i danni dal ricorso alla Corte Costituzionale alla predisposizione di atti normativi, e non lasceremo nulla di intentato per evitare che siano vanificati tutti gli sforzi che abbiamo fatto in questi anni a partire dagli investimenti di oltre 1 miliardo di euro (più di 2000 mld di vecchie lire) per la valorizzazione delle risorse ambientali e culturali. Ciascuno utilizzi tutti gli strumenti possibili e rivediamoci tutti insieme davanti a Montecitorio perché i deputati, chiamati a votare sulla delega, capiscano quanta lontananza ci sia tra le scelte di questo governo ed il Paese». Sulla stessa lunghezza l'assessore provinciale all'Agricoltura, il Verde Francesco Borrelli: «Cercheremo in ogni modo dir evitare scempi nei parchi e nelle aree protette della provincia di Napoli. A cominciare dall'ap-poggiare tutte le iniziative atte a fermare la legge che è un 'offesa al patrimonio naturale dell'Italia».