Si tratta di due pareti senza affreschi. Bondi:strumentalizzazione dalla sinistra POMPEI All'indomani dèl crollo di una parte della casa del moralista e meno di un mese dopo quello dell'Armeria dei gladiatori, sono venuti giù altri due muretti nell'area archeologica di Pompei. Si tratta di due pareti senza affreschi, quindi di non particolare valore. La sovrintendente, Jeannette Papadopoulos: «Colpa della pioggia di questi giorni». Ma si riaccende la polemica politica e il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, sbotta: «E' soltanto una spaventosa strumentalizzazione». Un mese fa il cedimento della Scuola dei Gladiatori, l'altro giorno si era sbriciolato il muro di cinta della Casa del Moralista Un esperto: «Restauri malfatti, a rischio 1'80 per cento del sito» Una guida: «Altri tre giorni di pioggia e qui viene giù tutto» La pioggia battente continua a cadere sulla città dissepolta, e la città dissepolta continua a cadere sotto la pioggia. Ieri mattina altri due crolli hanno interessato l'area archeologica. A cedere all'usura, all'incuria, al tempo e alle infiltrazioni sono stati la parete del "Lupanare piccolo" che si trova alle spalle della casa del "Centenario", e il muro divisorio di una bottega anonima lungo via Stabiana. In linea d'aria i due edifici sono a cinquanta metri di distanza, entrambi distano dalla Domus dei Gladiatori, crollata lo scorso 6 novembre, circa cinquecento metri. «Due crolli insignificanti», secondo quanto dichiarato dalla soprintendente Jean nette Papadopoulos. Ma altri due crolli. Appunto. Quattro in soli venticinque giorni. Ad accorgersi dell'ennesima ferita inferta alla regina dei monumenti archeologici (solo dalla pioggia?), sono stati per l'ennesima volta i custodi. La zona è stata immediatamente transennata e, secondo quanto diffuso dalla Soprintendenza, si stanno già mettendo in atto i primi interventi. «Le cadute di tali parti murarie - spiegano i tecnici dell'Ente di Porta Marina Superiore - vanno verosimilmente riportate alla perdita di coesione della malta antica che le legava a seguito delle martellanti piogge di questi giorni». Per la soprintendente ad interim, il cui incarico terminerà il 31 dicembre prossimo, «si tratta di episodi possibili nel corso della vita di uno vasto sito archeologico di 2000 anni, soprattutto in condizioni climatiche come quelle di questi giorni e che non devono generare alcun allarmismo né generare casi sensazionali . «I muri crollano dà anni - osserva l'architetto Antonio Irlando, dell'Osservatorio Beni culturali" - ma adesso la Procura di Torre Annunziata vuole sapere di ogni pietra. Non ci sono responsabilità di oggi, qui non è stata fatta manutenzione ordinaria per molti anni. E' a rischio 1'80 per cento dell'area degli scavi». Critico anche Matteo, ex custode e ora guida della Sovrintendenza: «Ancora tre giorni di pioggia - dice - e qui crolla tutto. Ci vorrebbero tre giorni di sole per asciugare questi muri». Intanto in Parlamento l'opposizione riapre il fuoco sul ministro per i Beni culturali Sandro Bondi, che parla di spaventosa strumentalizzazione». Dal Pd all' Idv un coro di accuse. Contro l'idea di dare vita ad una Fondazione per Pompei, sul modello di quanto fatto con il Museo Egizio di Torino, si schiera anche la Uil Beni culturali. Il capogruppo dei senatori dell'Italia dei Valori, Felice Belisario, chiama in causa addirittura la «famiglia allargata» di Bondi e la invita a «puntellare i monumenti di Pompei». In risposta riceve da Manuela Repetti, compagna del ministro e deputata, l'invito a «puntellarsi il cervello». Critiche al ministro anche dalle associazioni degli archeologi. Il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, parla di «Fatwa violenta e illiberale» delle opposizioni. «Lo attaccano perché sostiene Berlusconi" dice Cicchitto, capogruppo alla Camera.