BENI A RISCHIO. Il ministro: critiche scorrette Le piogge battenti rendono fragili i perimetri delle antiche dimore POMPEI (NAPOLI) «Ancora tre giorni di pioggia e crolla tutto». Matteo, ex custode ed ora guida della Soprintendenza Archeologica, considerato un'autorità a Pompei, guarda i resti del muro divisorio di una bottega crollato l'altra notte nella via Stabiana. Le pietre nere sono impregnate d'acqua. Sulla Campania cade da 15 giorni una pioggia quasi ininterrotta ed i rischi per le circa 1500 case, spesso solo un perimetro delimitato da mura, distribuite sui 66 ettari dell' area archeologica di Pompei aumentano. Il crollo in via Stabiana, così come quello di una parte della parete di accesso ad un ambiente della vicina casa del «lupanare piccolo», chiusa al pubblico, è dovuto tecnicamente alla «perdita di coesione» della malta che lega tra loro le pietre, in seguito alle «martellanti piogge di questi giorni». Lo spiega la Soprintendente ad interim Jeannette Papadopolus, che andrà in pensione il 31 dicembre. «Sono episodi possibili nel corso della vita di un vasto sito archeologico di 2000 anni, e che non devono generare allarmismo». Tante le responsabilità, compresa la gestione commissariale di Marcello Fiori, che ha speso in manutenzione solo una minima parte dei 179 milioni di euro disponibili. Intanto in Parlamento l' opposizione riapre il fuoco sul ministro per i beni culturali Sandro Bondi. Dal Pd all'Idv, è un coro di accuse. Contro l' idea di dare vita ad una Fondazione per Pompei, sul modello di quanto fatto con il Museo egizio di Torino, si schiera anche la Uil Beni culturali.