Il centrosinistra ha contestato l'opera in occasione dell'assestamento di bilancio L'intervento verrà finanziato con 175mila euro attinti dall'avanzo Per la Giunta è un modo per tutelare i ruderi e migliorare la viabilità Lega e Pdl non hanno mai fatto mistero, sin dalla campagna elettorale del 2009, di voler riportare sotto terra i resti sempre più malconci della seicentesca Porta Mantova. Con lo scopo di riaprire interamente al traffico Corso della Vittoria, il boulevard alberato che unisce piazza Garibaldi a viale dei Tigli. Ora c'è un'ulteriore certezza, sicuramente quella determinante trattandosi della copertura economica di un'opera finita a più riprese nel mirino dell'opposizione, che la ritiene «un oltraggio alla memoria storica della città». Oltre «che uno sperpero di denaro in un periodo di crisi in cui molte famiglie fanno fatica ad arrivare alla fine del mese». Tutte obiezioni scivolate addosse come l'olio alla maggioranza anche nell'ultimo consiglio comunale dove, con il voto contrario del centrosinistra e l'astensione di «Nuova città», è stato licenziato l'assestamento generale al bilancio di previsione 2010. Un mero adempimento contabile, che oltre a consentire l'aggiustamento dei vari capitoli di spese ed entrate senza sforare il patto di stabilità, è finito ugualmente sotto il tiro incrociato del centrosinistra. E proprio perchè ha spianato la strada alla copertura, con tutti gli accorgimenti tecnici del caso, di quella che in città è stata ormai ribattezzata la «busa». L'intervento - che ha già incassato il via libera della Soprintendenza alla quale il Comune dovrà ora inoltrare il progetto esecutivo con le modalità tecniche dell'intervento - sarà finanziato, anzichè con un mutuo com'era stato preventivato lo scorso anno, con i 175mila euro attinti dall'avanzo di amministrazione, già spolpato nei mesi scorsi per la cura ricostituente della Soles. Avanzo, che è stato così praticamente prosciugato: dei 544mila euro iniziali in cassa ne restano soltanto 44mila euro, che saranno impiegati in economia entro la fine dell'esercizio. Ma, al di là del sistema con il quale il Comune pagherà la sepoltura dei ruderi riportati alla luce nel 2004 grazie ad un restauro costato 85mila euro, l'opposizione non condivide la scelta in se. «A parte il fatto che questa operazione non porterà alcun vantaggio per la città», ha rimarcato Damiano Ambrosini, capogruppo del centrosinistra, «si potevano impiegare questi 175mila euro per altre priorità come i lavori nelle frazioni tanto più in questo periodo di magra». «Si tratta di una decisione assurda che, oltre a cancellare un pezzo della nostra storia, vanifica il lavoro fatto e i soldi spesi per valorizzare i resti archeologici», ha inasprito il tiro l'ex sindaco Silvio Gandini invitando il suo successore ad innestare la retromarcia. Tutto inutile visto che Roberto Rettondini ha difeso a spada tratta il cantiere ormai ai nastri di partenza. «La chiusura dello scavo con contestuale ripristino della viabilità», ha replicato il sindaco, «ci viene sollecitata continuamente dai cittadini per migliorare la circolazione, dare impulso al commercio e rilanciare piazza Garibaldi destinata altrimenti a morire». «Sotterrare i reperti», ha poi aggiunto, «è inoltre un atto di responsabilità per preservarli da un'azione corrosiva che li sta sgretolando». «E non vanno poi scordati», ha concluso Fabio Donella, «gli ingenti costi per la continua ed inevitabile manutenzione del sito».
LEGNAGO. Resti di Porta Mantova. È scontro sulla copertura
Il centrosinistra ha contestato l'opera di copertura della Porta Mantova, finanziata con 175mila euro attinti dall'avanzo di amministrazione. L'opposizione considera l'opera un oltraggio alla memoria storica della città e uno spreco di denaro in un periodo di crisi. Il sindaco Roberto Rettondini ha difeso l'opera, affermando che è necessaria per migliorare la viabilità e preservare i reperti archeologici. L'intervento sarà finanziato con i 175mila euro attinti dall'avanzo di amministrazione, anzichè con un mutuo come previsto lo scorso anno.
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