il sito archeologico è in pericolo pompei. «Ancora tre giorni di pioggia e crolla tutto». Matteo, ex custode e ora guida della Soprintendenza Archeologica, guarda i resti del muro divisorio di una bottega crollato la scorsa notte nella via Stabiana. Le pietre nere sono impregnate d'acqua. «Ci vorrebbero tre giorni di sole - dice - per asciugare questi muri». Ma il cielo non promette niente di buono. Il crollo di ieri in via Stabiana, così come quello di una parte della parete di accesso ad un ambiente della vicina casa del «lupanare piccolo»è dovuto tecnicamente alla «perdita di coesione» della malta che lega le pietre, in seguito alle «martellanti piogge di questi giorni». Lo spiega la Soprintendente ad interim Jeannette Papadopolus «Sono episodi possibili nel corso della vita di un vasto sito archeologico di 2000 anni, e che non devono generare allarmismo». Dal 6 novembre, quando crollò parte della mura della Schola Armaturarum, sono almeno cinque gli episodi di crolli accertati. Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, attccato dall'opposizione per i crolli, risponde: «Strumentalizzare è nel loro dna».
Pompei, cedono altri due muri Se piove ancora crolla tutto
il sito archeologico è in pericolo pompei. Ancora tre giorni di pioggia e crolla tutto. Matteo, ex custode e ora guida della Soprintendenza Archeologica, guarda i resti del muro divisorio di una bottega crollato la scorsa notte nella via Stabiana. Le pietre nere sono impregnate d'acqua. Ci vorrebbero tre giorni di sole - dice - per asciugare questi muri. Ma il cielo non promette niente di buono. Il crollo di ieri in via Stabiana, così come quello di una parte della parete di accesso ad un ambiente della vicina casa del lupanare piccoloè dovuto tecnicamente alla perdita di coesione della malta che lega le pietre, in seguito alle martellanti piogge di questi giorni. Lo spiega la Soprintendente ad interim Jeannette Papadopolus Sono episodi possibili nel corso della vita di un vasto sito archeologico di 2000 anni, e che non devono generare allarmismo. Dal 6 novembre, quando crollò parte della mura della Schola Armaturarum, sono almeno cinque gli episodi di crolli accertati. Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, attccato dall'opposizione per i crolli, risponde: Strumentalizzare è nel loro dna.
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