Appello di quaranta cittadini italiani e stranieri: «Dopo il ritrovamento, solo silenzi» LUCCA. Perché è calato il silenzio sulla (presunta) larghissima strada etrusca risalente - secondo i scopritori - ad almeno 2.400 anni venuta alla luce ai primi dell'anno a San Filippo? Lo chiedono 40 cittadini italiani e stranieri, firmatari di un intervento nel quale sollecitano notizie. «Non si può non rimanerne affascinati e, al tempo stesso, un tantino perplessi: ventidue metri di larghezza. Quasi quattro volte più ampia rispetto alla via del Frizzone. Notice étourdissante, si direbbe in Francia, proprio nel senso che ti lascia stordito in quanto stravolge ogni conoscenza. Si pensi che l'Appia antica, "regina viarum", in confronto all'etrusca LuccaS. Filippo appare un viottolo. «Su questo fuoco abbagliante è calata una pesante coltre di silenzio. Davvero inspiegabile se si considera che il dottor Giulio Ciampoltrini della Sorpintendenza aveva dichiarato con decisione che non sarebbe accaduto "come al Frizzone dove tutto sembra caduto nel dimenticatoio". Perciò molti, compresi i sottoscritti, si chiedono i motivi di questo nuovo "dimenticatoio". Cos'è successo? Perché a S. Filippo è stata relegata nell'oblio una scoperta archeologica stupefacente, che onora chi l'ha fatta e che dà lustro a Lucca? I silenzi e le ombre, si sa, alimentano le ragioni di chi dubita. Da qualche tempo, infatti, si mormora che la strada a S. Filippo non ci sia mai stata, né mega né parva, e meno che mai in epoca etrusca o preromana. Conoscendo i protagonisti del sensazionale rinvenimento, ci rifiutiamo di crederlo. Ma al contempo, in nome della chiarezza e della trasparenza, che costituiscono un atto dovuto sia nei confronti del mondo scientifico sia verso i cittadini che hanno pagato gli scavi, invitiamo Ciampoltrini e Abela a fornire pubblicamente elementi e dettagli a sostegno della loro interpretazione». L'intervento è firmato - tra gli altri - dall'archeologo Michelangelo Zecchini, da Francesco Mallegni ordinario di antropologia all'università di Pisa, dalle insegnanti Flora Bianchini, Margherita Pace, Ornella Migliori, Ilia Menicucci, Isabella Giammattei e Teresa Tosi, dal preside Pilade Cesaretti, dall'operatore archeologo Ubaldo Cascinu.
TOSCANA - LUCCA. Vogliamo notizie sulla strada etrusca di S. Filippo
40 cittadini italiani e stranieri hanno firmato un appello per sapere perché la strada etrusca scoperta a San Filippo a Lucca è stata relegata nel silenzio. La strada, scoperta ai primi dell'anno, risale a circa 2.400 anni fa e ha una larghezza di 22 metri, quasi quattro volte più ampia rispetto alla via del Frizzone. I firmatari dell'appello chiedono spiegazioni per il silenzio sulla scoperta, che sembra "stravolgere" le conoscenze. L'archeologo Giulio Ciampoltrini aveva dichiarato che non sarebbe accaduto come al Frizzone, ma ora molti si chiedono i motivi di questo "dimenticatoio".
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