Studio della Confesercenti ribalta le vecchie richieste dei commercianti In struttura, a raso o interrati Comunque a non meno di 400 metri dalla seconda cerchia di mura urbane Punto primo: fare i parcheggi. Necessità improrogabile, punto di partenza da cui non si può prescindere per innescare un processo virtuoso di riqualificazione del centro storico. Ieri pomeriggio a Palazzo dei Vescovi si è svolta una tavola rotonda organizzata da Confesercenti. Al centro dell'incontro in Sala sinodale uno studio commissionato dall'associazione di via Fermi all'architetto Alessandro Gargini dello Studio Omega. Annoso e particolarmente sentito dai commercianti e dalle loro associazioni di categoria il tema trattato in Sala sinodale (e patrocinato dalla Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia): i nuovi parcheggi per favorire l'accessibilità al centro storico e quindi ai negozi. Come coniugare la crescita dell'economia ad una migliore qualità urbana e al benessere dei cittadini?. È qui che lo studio a cui l'associazione presieduta da Maurizio Innocenti ha formulato una proposta innovativa. Se sino al recente passato la richiesta primaria dei commercianti è stata quella di avvicinare le auto al centro storico, qui la prospettiva viene in parte ribaltata: nuovi parcheggi appena fuori dalla Ztl e poi riorganizzazione della sosta veicolare con quello che Gargini chiama "effetto domino", in fasce sempre un po' di più distanti dal centro. In modo da restituire visibilità ai monumenti storici, favorire il turismo e facilitare l'utilizzo di nuove piste ciclo-pedonali. «La sosta- spiega Gargini, che ha realizzato lo studio avvalendosi della collaborazione dell'architetto Franco Perugi - viene ridotta, in alcuni casi anche eliminata dalle aree più attrattive, e riportata in fasce di distanza di 300-400 metri dal centro, dove dovrebbero però essere disponibili una serie di nuovi parcheggi, in struttura, interrati o a raso. Il Piano di mobilità urbana del Comune ne individua alcuni, che sono anche quelli identificati dal nostro studio, più altre due soluzioni: un parcheggio da 100 posti nell'area delle Mura nord e da 180 posti nell'area dei giardini San Giovanni». I posti auto raggranellati sarebbero in totale 3345. Considerato che un terzo di quelli in struttura dovrebbe essere destinata per legge a residenti, titolari di attività commerciali e studi professionali, la disponibilità per la sosta a pagamento e a rotazione sarebbe di circa 2200 parcheggi. Gargini parte da una premessa: «Riteniamo che gli interventi in fase di attuazione da parte del Comune per la viabilità di accesso al centro, caratterizzati principalmente dalla realizzazione del collegamento nord-sud con il sottopasso della ferrovia (Porta Nuova) siano quanto di meglio poteva essere fatto in queste condizioni. Per quanto riguarda il trasporto pubblico le modifiche attuate con l'eliminazione del passaggio di molte corse di autobus ingombranti nelle vie del centro sono per noi positive, perché migliorano la qualità ambientale, e rendono il traffico più snello. Per quanto riguarda la sosta ci sono invece da fare dei passi in avanti». Nella Zona a traffico limitato, ricorda Gargini, ci sono attualmente 480 posti auto a disposizione in aree pubbliche. A questi vanno aggiunti 370 posti auto in spazi privati a pagamento. A fronte di ciò le analisi fatte indicano che ogni notte vengono parcheggiate in divieto circa 300 auto. Duecento di giorno. «I pochi posti a disposizione gratuitamente - è la tesi dello studio di Omega - dovrebbero essere di uso esclusivo dei residenti, ma non potendo più essere considerati quasi come una sorta di autorimessa privata di pochi privilegiati, dovrebbero essere disponibili per una sosta a rotazione. Gli altri autorizzati dovrebbero utilzzare le aree disponibili solo per brevi fermate a carattere operativo. Altri posti per la sosta lunga potrebbero essere reperiti in parcheggi in struttura sotterranei di nuova realizzazione finanziati in tutto o in parte a carico degli utenti». Perché il Comune, sembra evidente, con le sue sole risorse non potrebbe farcela. «E la manovra sulla sosta potrebbe essere realizzabile solo se gli interventi di eliminazione di posti auto saranno contestuali alla creazione dei nuovi parcheggi». «Luoghi adatti per nuovi parcheggi in struttura su spazi pubblici all'interno della Ztl - prosegue Gargini - non sono facili da individuare. Non esistono spazi aperti di consistenza utile, se si escludono piazza del Duomo, piazza dello Spirito Santo e piazza della Sala, cioé contesti in cui intervenire sembra davvero troppo difficile. Alcune previsioni di parcheggi interrati potrebbero interessare aree ai margini della Ztl, come piazza del Carmine, l'area del parcheggio Ex-Politeama, piazza Garibaldi, piazza San Francesco, ma anche in queste eventuali interventi sembrano scontrarsi con difficoltà di vario genere legate alla viabilità, alle preesistenze archeologiche etc. È molto più realistico ipotizzare parcheggi interrati in aree più esterne, e con queste nuove aree di sosta potrebbe innescarsi un processo di spostamento graduale e contemporaneo della sosta dei residenti e degli autorizzati della Ztl nelle vie immediatamente esterne, e della sosta a pagamento nei nuovi parcheggi».
PISTOIA.Parcheggi sì, ma fuori dalla Ztl
Lo studio commissionato da Confesercenti, in collaborazione con lo Studio Omega, ha proposto una soluzione innovativa per il centro storico di Pistoia. I nuovi parcheggi dovrebbero essere realizzati fuori dalla Zona a traffico limitato (Ztl) e poi riorganizzati con "effetto domino" per ridurre la sosta veicolare e favorire il turismo e il ciclismo. I posti auto dovrebbero essere ridotti e riportati in aree più distanti dal centro, dove dovrebbero essere disponibili nuovi parcheggi in struttura, interrati o a raso. Il piano prevede la creazione di 3345 posti auto, di cui 2200 per la sosta a pagamento e a rotazione.
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