I costruttori "Bene il Pgt va approvato al più presto" Scettici gli analisti: con il Piano solo case di lusso Limperativo è uno solo: approvare al più presto il Piano di governo del territorio. Perché altrimenti per loro, per gli immobiliaristi e per tutto il comparto edilizia, sarà «la paralisi», come pronostica il presidente dei costruttori De Albertis. È a loro che ieri si è rivolto lassessore Masseroli, chiedendo appoggio in una partita, quella dellapprovazione del piano, tutta aperta. Ma per listituto Scenari immobiliari le promesse del Pgt vanno riviste: perché lofferta di nuovi alloggi - secondo gli esperti - resta insufficiente, soprattutto per i giovani e i ceti medi. I costruttori chiedono certezze sulla gestione delle norme e insistono: "Bisogna evitare la paralisi del settore" Leffetto calcolato da uno studio: mille appartamenti in più allanno di fascia alta Lassessore: "Ma servono regole" Il rischio più grande, quello che temono, è che il mondo delledilizia si fermi. Con nuovi progetti e cantieri congelati in un interregno in cui sarà difficile muoversi. In attesa, se non venissero approvate queste, di nuove regole. «Una paralisi», per dirla con il presidente dei costruttori di Assimpredil Claudio De Albertis. Ed è per questo che, arrivati al rush finale, immobiliaristi e operatori del settore chiedono che il Pgt venga approvato. Anche con i difetti che molti continuano a vedere e con la preoccupazione di tutti per la capacità della macchina comunale di poter gestire la trasformazione urbanistica della città. Un meccanismo, quello del Piano di governo del territorio, che per Palazzo Marino dovrà rilanciare lo sviluppo di Milano. Ma che per listituto Scenari immobiliari, che ha chiamato a raccolta proprio i maggiori imprenditori milanesi per affrontare largomento, limpatto delle nuove regole sul mercato non sarà dirompente. Anzi. Secondo lo studio, tra il 2016 e il 2030 si costruirebbero 75mila nuove case. In media, 5mila appartamenti allanno: solo un migliaio in più rispetto al decennio passato, quando il Pgt non cera. Un 20 per cento «che resta insufficiente - per il presidente di Scenari immobiliari Mario Breglia - rispetto alle ambizioni dellamministrazione e dello stesso Pgt». Appartamenti «di fascia alta». Piccoli numeri (calcolati non considerando la quota futura di housing sociale perché è «un capitolo del Piano troppo vago basato sul meccanismo della premialità agli imprenditori»), incapaci di invertire la tendenza della costruzioni di nuovi alloggi a prezzi inaccessibili per giovani e fasce medie. Erano molti i nomi del gotha delledilizia ieri chiamati a raccolta. È a loro che Carlo Masseroli ha chiesto di «giocare la partita: aiutatemi a dire che Milano ha bisogno di regole», ha detto. Un argomento, quello del Piano, che lassessore allo Sviluppo del territorio spera sia «una zona franca in un clima elettorale che rischia di stritolare tutto». E gli imprenditori, pur ponendo dubbi e punti da risolvere, credono che le nuove regole siano necessarie. Lo dice chiaramente De Albertis: «Ci batteremo perché il Pgt venga approvato altrimenti rischiamo la paralisi». Anche Alessandro Pasquarelli, amministratore delegato di EuroMilano, è convinto: «Se il Pgt non viene approvato rimane tutto fermo per tre anni». Un "sì" alla capacità del Piano «di pensare alla città in senso ampio» arriva dallad di Hines Manfredi Catella, che con il progetto di Porta Nuova, dice, «la partita la stiamo già giocando». Eppure è da lui che arriva laffondo: «Non vedo la leadership politica che possa gestire la trasformazione». Le grandi scelte «sia sul Pgt sia su Expo sono state fatte bene, il mio giudizio è positivo», spiega Catella. Ma adesso lamministrazione deve dimostrare agli operatori di poter portare avanti la parte operativa. «In Comune - ha detto rivolto a Masseroli - avete bisogno di più gente e preparata. I funzionari per non prendersi responsabilità rischiano di bloccare le procedure. Processi come le bonifiche e le infiltrazioni criminali, poi, non possono essere lasciati ai privati». Per Masseroli, però, «stiamo già riorganizzando gli uffici dotandoli anche di sistemi informativi adeguati». Vede tre elementi positivi nel Pgt anche Matteo Cabassi: «È uno strumento moderno e flessibile perché non ragiona più sulle destinazioni duso, coraggioso e pragmatico». E qualche critica, come i dubbi sul meccanismo delle volumetrie: «Ho paura che continuino a volare senza atterrare da nessuna parte». Proprio quello sullAgenzia (sarà pubblica e allinizio, con un capitale di 10mila euro, comunale) che dovrà gestire la cosiddetta Borsa delle volumetrie, è uno dei pezzi che ancora mancano: oggi Masseroli porterà la bozza del progetto in commissione a Palazzo Marino. Anche Alessandro Maggioni, il presidente di Confcooperative-Federabitazione Lombardia, crede che «quella del Pgt sia una scommessa da cogliere. Non siamo quelli che giocano al tanto peggio tanto meglio - dice - . In questa fase, pur con le criticità che continuo a vedere, sarebbe un problema non approvare il Piano perché si rischia lo stallo». (a. gall.)