«Io sono orgoglioso. Siamo stati i primi a fare un codice del paesaggio. E saremo il primo governo a fare le demolizioni. La sinistra ammetta almeno questo!». Sono passate 24 ore dal quasi streap-tease ambientalista nell'aula del Senato inscenato dai verdi («avete spogliato l'Italia») con l'espulsione di cinque di loro da parte del presidente Marcello Pera. Le polemiche sul condono edilizio approvato a Palazzo Madama (e che ora tornerà alla Camera) imperversano. Partono appelli al capo dello Stato a non firmare la legge. Ma il ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, è fiducioso: «Non c'è nulla di incostituzionale. Di condoni se ne sono fatti tanti. E tutta la norma è stata pensata per venire incontro a una richiesta che mi era arrivata da parte delle Regioni». Ministro Urbani, partiamo dalle polemiche. C'è chi dice che questo condono è una Cirami dell'ambiente. «Non c'entra proprio niente. Non c'è nessun collegamento. Prendono fischi per fiaschi». C'è chi dice che è una legge che favorisce il presidente del Consiglio. «Abbiamo istituito un complesso di norme che riguarda decine di milioni di casi. Pretendevano che facessimo una legge escludendo il presidente del consiglio? Che scrivessimo "questa legge vale per tutti ma non per Silvio Berlusconi"? Pensano sempre che sotto sotto ci sia qualcosa. Ma è tutto chiaro, non si facciano dietrologie». Come è nato questo condono? «Una ventina di giorni fa le Regioni mi hanno chiesto di prorogare i termini per la compilazione dei loro codici paesaggistici previsti dalla nuova legge delega sull'Ambiente. Mi chiedevano uno slittamento perché avevano un lavoro pregresso da smaltire troppo grosso. La legge ha un iter parlamentare molto lungo, or-,mai 'è due anni che è in ballo. Stavo, già pensando però ad alcuni cambiamenti da apportare all'articolo 32, che prevedeva un condono senza termini fissi, un condono generalizzato, e così, con i miei tecnici e con il ministro Matteoli, che deciso di prendere il tram al volo e abbiamo riscritto l'articolo, quello appunto riguardante il condono. E da più di un anno e mezzo che mi oppongo a una sanatoria generalizzata e senza termini. Prima di tutto abbiamo posto il limite per le costruzioni da sanare al 30 settembre». Quindi la nuova norma verrebbe prima di tutto incontro alle Regioni? «Semplifica la compilazione dei piani paesaggistici, questa è una delle principali motivazioni che ci ha spinto a scriverla. A quel punto però abbiamo voluto inserire anche due principi importanti. Il primo: quando si sono fatti abusi enormi, bisogna dare un segnale, e allora li buttiamo giù, demoliamo con norme più snelle. Voglio...far notare, che in Italia non si è mai demolito veramente, purtroppo. Per questo le critiche delle sinistre sono davvero ingenerose. Il secondo principio: istituire una sorta di liberalizzazione per i piccoli abusi, quelli che non comportano nessuna variazione né di superficie, né di volumetria. Per questi casi cessa la sanzione penale e non si deve pagare nessuna multa. È una norma di buon senso che si applica a decine dì milioni di casi. Non possiamo trattare allo stesso modo chi commette una strage e chi ruba una mela e poi la restituisce. L'ha rubata, certo, ma l'ha anche restituita». Vi accusano di aver istituito un supercondono automatico. Cosa risponde? «Che assolutamente non è così. Perché ogni domanda Verrà sempre posta al vaglio della sovrintendenza, un sovrintendente dirà "tu sì, tu no". E i mostri che rovinano l'ambiente, che non risultano compatibili con la tutela del paesaggio secondo la sovrintendenza, verranno demoliti. Non è vero poi, come dice la sinistra, che questo condono ci serve per far cassa: ci serve per consentire alle Regioni di applicare il loro codice. E chi condona è giusto che paghi. Tanto». Entro un anno vedremo abbattuto almeno un ecomostro? «Più d'uno. Ma non voglio dare una lista, non.c'è, è come fornire un elenco di indiziati che non sono ancora condannati. Nove su dieci verranno abbattuti, ma per ognuno dobbiamo fare un'istruttoria. L'unica demolizione sicura per ora è quella di Punta Perotti, perché c'è una sentenza della Corte di cassazione e quindi non è più tra gli indiziati». In che senso sarà più veloce demolire? «Le norme per l'abbattimento saranno più snelle e ci saranno responsabilità più precise delle sovrintendenze. Prima non avevamo poteri, e i Comuni spesso non agivano perché non avevano soldi, mezzi, forze di polizia. Ora grazie a queste norme diventa tutto più facile. Firmeremo anche una convenzione con il ministero della Difesa per l'intervento del Genio militare. Demolire non è bello, lo si fa sempre mal volentieri, ma deve servire anche come monito agli abusivi». È esatta la cifra di 10mila possibili domande di condono? «È una cifra buttata lì, dipende da quanti si erano avvalsi: dei condoni nel passato. Comunque sono soddisfatto. In tempi in cui si bisticcia su tutto siamo riusciti a completare un codice del paesaggio con il parere favorevole di Comuni, Province, Regioni, Comunità urbane. Non fare i piani paesaggistici in questo momento, quello sì sarebbe un macroabuso. Non un balconcino in più».
Urbani: così ripuliremo il paesaggio dell'Italia
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha presentato una legge delega sull'Ambiente che prevede un condono edilizio per le Regioni. La legge è stata approvata dal Senato e ora attende la firma del Presidente della Repubblica. Berlusconi sostiene che la legge è stata pensata per aiutare le Regioni a completare i loro piani paesaggistici e che non c'è nulla di incostituzionale. La legge prevede un condono per le costruzioni che non comportano variazioni di superficie o di volumetria, e per quelle che sono state commesse prima del 30 settembre.
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