Corteo serale, traffico in tilt per unora. Il 14 nuova mobilitazione Blitz notturno a Ingegneria Presidiato il Polididattico di Medicina Il sì alla Camera alla riforma delluniversità non ferma le proteste degli studenti palermitani. Quella di ieri è stata unaltra giornata di mobilitazione, cominciata nelle prime ore del mattino con le occupazioni di Ingegneria e del plesso di Medicina in via Parlavecchio e conclusasi in serata con un corteo di studenti universitari e medi lungo le vie del centro.«La protesta continua, questa riforma distrugge gli atenei pubblici e mette a repentaglio il futuro degli studenti», dice Carlo Dones del collettivo "Carlo Giuliani", ieri alla testa del corteo che, partito da Scienze politiche in via Maqueda, ha attraversato corso Vittorio Emanuele, via Roma e via Cavour per concludersi davanti al teatro Massimo. Il traffico è rimasto bloccato per unora. Alla fine del corteo, i manifestanti hanno fatto ritorno al plesso polididattico di via Maqueda, occupato dagli studenti di Giurisprudenza. Oltre a questo plesso, restano occupati anche la facoltà di Lettere, il dipartimento di Biologia e il dipartimento di Matematica, ai quali si è aggiunto ieri il polididattico di via Parlavecchio, vicino al Policlinico, occupato dagli studenti di Medicina. Dopo cinque giorni, è terminata invece loccupazione di Scienze politiche. «Ma la mobilitazione continua», assicura Marco Siragusa del collettivo "20 luglio". Proteste anche alla facoltà di Ingegneria, dove nella notte tra martedì e mercoledì un gruppo di studenti dellUdu ha occupato la sede di viale delle Scienze per alcune ore. Da oggi, a Lettere, comincia un ciclo di seminari organizzato dagli studenti e aperto anche a ricercatori e professori dellAteneo. «Lobiettivo è di lavorare a una controriforma delluniversità costruita dal basso», dicono gli studenti della facoltà occupata, che hanno già indetto un nuovo blocco della città per il 14 dicembre, giorno in cui dovrebbe essere votata la fiducia al governo Berlusconi. La mobilitazione studentesca ha raggiunto anche il polo distaccato di Agrigento, dove gli studenti protestano anche per il possibile ridimensionamento dellofferta formativa: «Con questi tagli - dice Nelli Scilabra, rappresentante degli studenti al Senato accademico - il rischio è che in questa sede buona parte dei corsi vengano cancellati. Corsi come quello in Beni culturali, che sono fondamentali per lo sviluppo del territorio, vista la vicinanza allarea archeologica della Valle dei Templi». Anche la protesta di ricercatori e professori non si ferma: «Faremo sentire la nostra voce nei consigli di facoltà - dice il professore Enrico Napoli - Al di là delle rassicurazioni di chi è a favore di questa riforma, la verità è che i tagli ai finanziamenti per gli atenei e la riduzione del personale docente sono confermati».
PALERMO - Gli universitari tornano in piazza.
Ieri sera, a Palermo, è stato organizzato un corteo serale di studenti universitari e medi, che ha percorso le vie del centro e ha concluso davanti al teatro Massimo. La manifestazione è stata parte di una mobilitazione che continua, in seguito alla riforma dell'università approvata dalla Camera. Gli studenti protestano contro la riforma, che considerano distruttiva per gli atenei pubblici e per il futuro degli studenti. La protesta si è estesa anche al polo distaccato di Agrigento, dove gli studenti si sono rivolti contro il possibile ridimensionamento dellofferta formativa. I ricercatori e professori hanno anche espresso la loro disapprovazione per la riforma, che considerano dannosa per gli atenei e per il personale docente.
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