Regione e Provincia non possono metter mano al portafogli ed è caccia ai privati I dissidi tra il governatore Caldoro e il presidente della Provincia Lipotesi di un decreto tampone con interventi straordinari per la messa in sicurezza ROMA - La Fondazione per Pompei dovrebbe muovere oggi, durante una riunione al ministero, i suoi primi, incerti passi. Ma i nodi da sciogliere sono molti. Lo stillicidio di crolli nel sito archeologico impone ai tecnici dei Beni culturali di fare in fretta. E tanta fretta ha anche il ministro Sandro Bondi, che vede allentarsi la pressione di una mozione di sfiducia, ma che resta al centro di un fuoco di polemiche. Al progetto di una Fondazione, immaginando di poterla guidare, ha lavorato alacremente Marcello Fiori, fino a luglio commissario di Pompei. Ma restano in sospeso tante questioni, compresa linstabilità del governo che non facilita piani di questa portata. E in effetti, fino alla convocazione di ieri, di Fondazione non si era più parlato. Uno dei punti da chiarire è quello dei finanziamenti. Allincontro sono stati invitati i presidenti della Regione Campania e della Provincia di Napoli. Ma entrambi fanno fatica a mettere in bilancio soldi per Pompei. E poi cè uno sfondo politico. Alcune fonti assicurano che Stefano Caldoro non sia affatto entusiasta di vedere coinvolta la Regione di cui è presidente a fianco della Provincia, guidata da Luigi Cesaro, uomo vicino a Nicola Cosentino, coordinatore regionale del Pdl e indagato per camorra. Non va dimenticato, poi, che uno stretto collaboratore di Cosentino, Nicola Mercurio, ex capogruppo Pdl a SantAntonio Abate, un paese del vesuviano, ha lavorato nello staff di Marcello Fiori e che tuttora è presente a Pompei. Se Regione e Provincia non possono mettere mano al portafoglio, occorre rivolgersi ai privati. Alla Fondazione del Museo Egizio di Torino un importantissimo ruolo lo svolgono, oltre alle istituzioni locali, la Compagnia di San Paolo e la Fondazione Cassa di Risparmio. Ma non è certo che ci siano istituzioni bancarie disposte a far lo stesso per Pompei. Si racconta che siano stati avviati contatti con Banca Intesa, però la cifra sulla quale si discute non supera i 100mila euro. Uninezia per Pompei. E inoltre: quale patrimonio prenderebbe in carico la Fondazione? La Soprintendenza vigila su Pompei, ma anche su Ercolano e Oplontis, e da due anni è unificata a quella di Napoli, responsabile del patrimonio archeologico della città e del Museo Nazionale. I tempi per il varo non sono certo brevi. E anche per questo circola lipotesi che il ministro possa annunciare un decreto tampone, con interventi straordinari per la messa in sicurezza. Con la Fondazione arrivano i manager, insiste Bondi. Ma i manager a Pompei sono previsti dalla legge che nel 1998 ha istituito la Soprintendenza autonoma. E da allora, accanto al Soprintendente, ha lavorato un direttore amministrativo. Il primo è stato Giuseppe Gherpelli, una grande esperienza nel campo del management culturale. È stato riorganizzato il lavoro interno, sono state inventate iniziative di valorizzazione. E da allora sono cresciuti di molto i visitatori. Ma Gherpelli è stato lunico, vero manager che abbia lavorato a Pompei. Nel 2001 Gherpelli è stato silurato da Giuliano Urbani e sostituito con Giovanni Lombardi, ex generale dellaviazione, al quale è poi succeduto Luigi Crimaco, che avrebbe dovuto occuparsi di amministrazione, ma che era anche lui un archeologo, oltre che compagno di scuola di Mario Landolfi, allora deputato di An, poi ministro delle Comunicazioni, ora nel Pdl. Grande amico di Nicola Cosentino.