l disastro non sembra però aver coinvolto le pareti affrescate dell'edificio di notevole valore storico e archeologico. La parte andata distrutta fu rifatta nel dopoguerra Giù un altro muro. Si trovava nella casa del Moralista. Il manufatto era lungo circa 6 metri Si sbriciola l'antica Pompei sotto la pioggia incessante e sotto l'incuria degli uomini. Ieri un crollo, il secondo in un mese, in una domus su Via dell'Abbondanza. Il 6 novembre scorso a cedere fu la Domus dei Gladiatori, ieri un muretto di cinta nel giardino della Domus del Moralista. La causa sono ancora una volta l'infiltrazione di acqua in un terrapieno prospiciente la principale strada di Pompei che hanno causato uno smottamento del terreno. In entrambi i casi si è infatti verificata la medesima situazione. Il manufatto crollato nella Casa del Moralista è un pezzo di un muro più ampio, lungo circa sei metri per 60-70 centimetri di altezza, protetto da una staccionata di legno a contenimento del terrapieno che preme alle spalle e che si è ingrossato verosimilmente per le forti piogge di questi giorni. Una situazione del tutto analoga aveva determinato nelle scorse settimane il cedimento all'interno della Schola Armaturarum che dista a pochi metri dalla Casa del Moralista, entrambe erano chiuse al pubblico e comunque considerate a rischio. Lo ha confermato la soprintendente degli Scavi di Pompei Jeannette Papadopulos al termine di un primo sopralluogo. Sua l'amara constatazione: «Viviamo un emergenza continua. Pompei è una città fragile e se continua a piovere così tutti i muri senza copertura sono a rischio». E lancia l'allarme: «I muri sono precari, questo che è crollato oggi (ieri, per chi legge) in particolare è venuto giù nonostante avesse alle sue spalle una staccionata di contenimento. Purtroppo sono due mesi che non fa che piovere. Un fattore eccezionale che si va a innestare in una situazione di fragilità. In ogni caso - ha sottolineato la soprintendente - quanto accaduto non è paragonabile a situazioni più gravi». La Papdopulos ha precisato come sia in corso un monitoraggio di tutta l'area, indagine che va comunque potenziata poiché in presenza di piogge eccezionali non ha escluso il rischio di nuovi cedimenti. «Stiamo lavorando - ha detto - proprio per evitarli». Il muretto nel giardino della Domus del Moralista era stato ricostruito al termine della Seconda Guerra mondiale dopo che quello originale era stato danneggiato dai bombardamenti della notte tra il 19 e i120 settembre del 1943. Quello attuale era stato eretto con la stessa pietra pomice del 79 d.C. mescolata a malta e cemento. Sui muri che circondano il giardino della Domus del Moralista il proprietario aveva fatto scrivere delle frasi "moralizzatrici" rivolte a quanti si recavano a trovarlo e che in seguito hanno dato il nome alla Casa. Accanto alle pareti affrescate si trova proprio la parte del manufatto crollata che sembra non aver danneggiato gli stucchi su cui erano riportate le asserzioni del proprietario, di notevole valore storico e archeologico. No a "inutili allarmismi" è l'appello del ministro dei beni culturali Sandro Bondi: «Occorre circostanziare con prudenza l'accaduto». Le indagini. E i carabinieri perquisiscono la soprintendenza I carabinieri del gruppo di Torre Annunziata hanno lasciato ieri pomeriggio la Soprintendenza ai Beni archeologici di Pompei, dove in mattinata avevano cominciato la ricerca di atti utili alle indagini sul crollo della Casa del Gladiatore del 6 novembre scorso. Tra i documenti che nelle prossime ore saranno consegnati al procuratore di Torre Annunziata, Diego Marmo, c'è il brogliaccio dei custodi degli scavi, dal quale si evincerebbe che il cedimento era in realtà già stato notato in precedenza. Interrogato a lungo il capo dell'ufficio tecnico, architetto Paola Rispoli.