«Goodbye Mama». È il titolo di un film bulgaro. Chissà se mai lo vedremo, nelle sale o in televisione. Intanto la Rai ha comprato tutti i diritti. Insomma, ha comprato il film. Ha speso un milione di euro e adesso lo tiene in cineteca. Resta da domandarsi perchè abbia speso quei soldi e allora bisogna sapere che «Goodbye Mama» è stato scritto, diretto e prodotto da Dragomira Bo- nev, in arte Michelle, titolare della Romantica Entertainment, ma soprattutto buona amica di Silvio Berlusconi. E di li a scendere, perché dopo Berlusconi, nel governo, viene il ministro Sandro Bondi, che organizza per Michelle Bonev un premio patacca all'ultimo festival del cinema di Venezia. E dopo Berlusconi, in Rai, viene il direttore generale Mauro Masi che, a quanto si apprende, avrebbe ordinato l'acquisto del film a Rai Cinema (una controllata al 100 per cento della Rai), che al tempo aveva come amministratore delegato Caterina D'Amico. Ora la D'Amico si difende: «Rai Cinema è una controllata della Rai e dalla Rai arrivarono formali richieste di intervenire nella coproduzione di questo film nel quadro di un'intesa italo-bulgara». Poi la stessa D'Amico dice di non aver mai visionato la pellicola e, alla domanda se poteva essere pagata un milione di euro, ti risponde che «certo, è stato ben pagato». Viene il sospetto che Berlusconi abbia fatto pressioni sui vertici Rai, anche perchè nella società «Romantica» troviamo anche Licia Nunez, al secolo Licia Del Curatolo, finita nel caos delle frequentazioni proibite del premier nel 2009. Lei racconta di essere stata invitata a Palazzo Grazioli per una festa e di aver ottenuto, li, il numero del cellulare di Berlusconi e di averlo visto «sei o sette volte in tutto». Dalla Rai a Bondi perché, tramite il ministro della cultura, Michelle Bonev e il suo film sono stati premiati a Venezia e, per questo, il governo italiano avrebbe sborsato 400 mila euro, avendo invitato al Lido di Venezia, per 4 giorni una delegazione di 32 persone (fra giornalisti e critici) arrivati (con apposito volo charter) dalla Bulgaria per assitere alla premiazione del film. Su questi 400mila euro, per ora, c'è mistero. Il governo bulgaro dice di non averli pagati ed esibisce una lettera in cui chiede che a pagare sia il governo di Roma. Michelle Bonev prima dice di non aver speso un solo euro, poi dice di aver finanziato lei la "spedizione" a Venezia. Tace il ministro Bondi. Parla il critico bulgaro incaricato di segnalare al governo di Sofia i film meritevoli di sovvenzioni statali: «L'abbiamo scartato due volte». Alla Rai la pensano diversamente. E per averlo hanno speso un milione di euro.